L'Iran ha smentito la notizia di colloqui con Trump, che aveva annunciato una tregua. Inizialmente, il presidente Usa aveva lanciato un ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz che sarebbe dovuto scadere questa mattina
Nonostante una tregua annunciata dal presidente statunitense, Donald Trump, la guerra nel Golfo Persico non rallenta ed entra nel suo venticinquesimo giorno.
Missili e droni iraniani hanno colpito Israele e diversi Paesi arabi del Golfo, mentre Teheran mantiene il suo controllo sullo Stretto di Hormuz.
Trump ha parlato di negoziati in corso per porre fine al conflitto, definendoli "buoni e proficui", ma l'Iran ha smentio qualsiasi dialogo.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi contro Iran e Libano continueranno, nonostante Washington valuti un cessate il fuoco.
Tre ondate di missili iraniani hanno colpito Israele, mentre l'esercito israeliano ha continuato i suoi bombardamenti sulla periferia sud di Beirut, affermando di aver preso di mira le infrastrutture utilizzate dal gruppo militante Hezbollah. Allarmi anche in Bahrain e droni iraniani intercettati in Arabia Saudita.
La tregua nei prezzi del petrolio è stata di breve durata, con il prezzo del greggio Brent, il riferimento internazionale, tornato a 104 dollari al barile nelle contrattazioni mattutine, in aumento di oltre il 40 per cento da quando Israele e gli Stati Uniti hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
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Diretta conclusa
Trump assicura che l'Iran concorda che non avrà arma atomica
Trump ha anche sostenuto che Teheran è d'accordo che non si doterà mai di un'arma nucleare e che l'Iran ha "fatto un regalo" per quanto riguarda gas e petrolio, senza specificare di cosa si tratti.
PRESIDENT TRUMP: We’re in negotiations right now. Iran would like to make a deal, and who wouldn’t if you were there? Pretty much everything they have is gone. pic.twitter.com/KfbKffQFtq
— Department of State (@StateDept) March 24, 2026
Stati Uniti, Trump riprende di nuovo la Nato
Parlando dallo Studio Ovale, il presidente Usa è tornato a sollecitare un maggiore coinvolgimento della Nato nella guerra contro l'Iran, elogiando invece il ruolo finora svolto dai Paesi del Golfo. "Sì, un po'. Ma più di questo, la Nato. Penso che i nostri alleati del Golfo si siano comportati molto bene" ha detto Trump.
Trump on Iran:
— Clash Report (@clashreport) March 24, 2026
They have agreed they will never have a nuclear weapon; they have agreed to that. pic.twitter.com/w6tQie70ou
Trump parla di "negoziati" con "nuovo regime"
"Abbiamo un nuovo gruppo di leader. Abbiamo davvero un cambio di regime, perché i leader attuali sono tutti molto diversi da quelli che hanno creato tutti quei problemi all'inizio", ha detto oggi il presidente americano Donald Trump. "Non mi fido di nessuno" ha detto nel corso della cerimonia di giuramento del nuovo segretario alla Sicurezza interna. Il presidente ha aggiunto che nei negoziati con l'Iran sono coinvolti anche il vicepresidente JD Vance, il genero Jared Kushner, l'inviato speciale Steve Witkoff e il segretario di Stato Marco Rubio.
PRESIDENT TRUMP: I’m involved in the Iran negotiations. You’re talking about saving millions of lives. pic.twitter.com/o324b1UIVZ
— Department of State (@StateDept) March 24, 2026
Israele-Libano, Katz: "Il fiume Litani deve diventare nuovo confine"
Martedì il ministro della Difesa, Israel Katz, ha dichiarato che Israele intende espandere il territorio sotto il proprio controllo nel Libano meridionale e intensificando l’offensiva terrestre contro Hezbollah. Secondo il New York Times, Israel Katz ha affermato che Israele manterrà il controllo del territorio a sud del fiume Litani, che scorre a pochi chilometri dal confine tra i due Paesi nel punto più vicino e a una distanza di qualche decina di chilometri a nel punto più lontano.
"Centinaia di migliaia di residenti del Libano meridionale, che sono stati evacuati, non torneranno a sud del fiume Litani finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti del nord" di Israele, ha affermato Katz confermando che sono stati bombardati cinque ponti lungo il fiume. "Il Litani deve diventare il nostro nuovo confine con lo Stato del Libano", ha concluso Katz.
Morto un militare degli Emirati Arabi Uniti di nazionalità marocchina
Un dipendente civile marocchino dell'esercito degli Emirati Arabi Uniti è stato ucciso in un attacco missilistico iraniano in Bahrein, ha dichiarato martedì il ministero della Difesa emiratino. Altre cinque persone che lavoravano per il ministero della Difesa degli Emirati sono rimaste ferite, prosegue il comunicato, senza specificare se si trattasse di soldati. Il ministero aveva precedentemente annunciato la morte di un soldato emiratino ucciso mentre respingeva un attacco iraniano.
Wsj: altri tremila soldati Usa in Medio Oriente
Gli Stati Uniti intendono dispiegare 3.000 soldati delle forze speciali in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran, secondo il Wall Street Journal che riporta come l'ordine sia atteso a ore. Lo schieramento dell'82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.
Francia, il ministro degli Esteri Barrot esorta Israele: astenersi da operazioni per prendere controllo del Sud del Libano
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha esortato Israele a non compiere operazioni militari volte ad acquisire il controllo del Sud del Libano.
"Esortiamo le autorità israeliane ad astenersi da operazioni di terra del genere, che avrebbero conseguenze umanitarie gravissime e aggraverebbero la situazione già drammatica del Paese", ha dichiarato Barrot, lodando al contempo la decisione "coraggiosa" del governo libanese di espellere l'ambasciatore iraniano a Beirut.
Razzo di Hezbollah nel nord di Israele: morta una donna, due feriti
Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie israeliane, una donna di trenta anni circa è morta e altre due persone sono rimaste ferite martedì pomeriggio a seguito dell'impatto di un razzo avvenuto vicino al bivio di Mahanayim, nel nord di Israele.
Secondo quanto riferito dai militari, Hezbollah ha lanciato una raffica di circa trenta razzi verso la zona.
Le sirene hanno suonato anche nella Galilea occidentale e settentrionale, avvertendo di sospetti attacchi con droni provenienti dal Libano.
Arabia Saudita: intercettato e distrutto drone nell'Est del Paese
Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto un drone nella regione orientale del Paese.
In una dichiarazione, il portavoce ufficiale del ministero non ha fornito ulteriori dettagli sull'origine o sul bersaglio previsto del drone.
Voli in Medio Oriente: Lufthansa e Air France estendono le sospensioni sulle rotte principali
La guerra in Iran continua a scuotere il settore dell'aviazione globale, causando diffuse interruzioni agli orari dei voli e alla circolazione nello spazio aereo in Medio Oriente e nella regione del Golfo.
Le compagnie aeree europee, tra cui Lufthansa e Air France, hanno esteso la sospensione dei voli su rotte chiave, citando i persistenti rischi per la sicurezza e le restrizioni dello spazio aereo.
Casa Bianca su possibili colloqui con Iran: "Situazione fluida"
Interpellata sulla possibilità di una partecipazione degli Stati Uniti ai colloqui in Pakistan, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha dichiarato in un comunicato che "si tratta di delicate discussioni diplomatiche e gli Stati Uniti non negozieranno tramite la stampa".
"La situazione è in continua evoluzione e le speculazioni sugli incontri non devono essere considerate definitive finché non saranno annunciate ufficialmente dalla Casa Bianca", ha dichiarato Leavitt.
Regno Unito valuta invio nave per rimuovere mine da Stretto di Hormuz
Il Regno Unito sta valutando la possibilità di inviare una nave, un unità militare della Royal Navy o un'imbarcazione commerciale, nello Stretto di Hormuz per contrastare la minaccia rappresentata dalle mine navali iraniane, secondo quanto riporta il Times.
L'operazione rientrerebbe in una missione internazionale a cui dovrebbero partecipare anche Francia e Stati Uniti.
Fonti Iran a Cnn: contatti con Usa ma non c'è ancora negoziato
Secondo quanto riferito da una fonte iraniana all'emittente statunitense Cnn, ci sono stati dei contatti tra Teheran e Washington negli ultimi giorni. L'Iran sarebbe disposto ad ascoltare proposte sostenibili per porre fine alla guerra
"Sono stati ricevuti messaggi tramite vari intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra", ha dichiarato la fonte. "Le proposte attualmente al vaglio non mirano semplicemente a ottenere un cessate il fuoco, bensì a raggiungere un accordo concreto per porre fine al conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran".
La Cina chiede di cogliere "ogni opportunità" per la pace in Medio Oriente, colloquio telefonico tra Pechino e Teheran
Nel contesto degli sforzi regionali per rilanciare i colloqui tra Stati Uniti e Iran, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi martedì, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese.
"Wang ha esortato tutte le parti a cogliere ogni opportunità e finestra di opportunità per la pace e ad avviare i colloqui di pace il prima possibile", ha dichiarato il portavoce del ministero, Lin Jian.
Il premier indiano Modi e Trump discutono dello Stretto di Hormuz
Il primo ministro indiano Modi e il presidente statunitense Donald Trump hanno discusso della crescente situazione in Medio Oriente, comprese le preoccupazioni relative allo Stretto di Hormuz.
I due leader si sono sentiti telefonicamente martedì. Si tratta della loro prima conversazione nota da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi coordinati contro l'Iran il 28 febbraio.
Lunedì Modi ha dichiarato al parlamento indiano che il conflitto ha causato interruzioni in settori quali il trasporto aereo, il trasporto marittimo e le forniture di gas, ma ha affermato che l'India dispone di riserve sufficienti di petrolio, fertilizzanti e carbone per far fronte a potenziali interruzioni.
"L'India sostiene la de-escalation e il ripristino della pace al più presto", ha affermato Modi, aggiungendo che mantenere lo Stretto di Hormuz "aperto, sicuro e accessibile è essenziale per il mondo intero".
Missili intercettati sopra il Libano
Non era chiaro quale fosse il bersaglio previsto dei missili né come fossero stati intercettati. L'esercito libanese non dispone di difese aeree.
L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha affermato che le esplosioni udite a nord di Beirut, nel distretto di Keserwan, sono state causate da missili intercettori e che alcuni missili sono caduti nella città di Faitroun e nel villaggio montano di Baskinta.
Nella zona di Sahel Alma, sulla costa a nord di Beirut, si sono verificati danni lievi ad alcuni edifici e a un muro. Non sono state segnalate vittime.
Stretto di Hormuz, Iran impone "pedaggi" alle navi commerciali
L'Iran ha iniziato ad applicare tariffe di transito arbitrarie ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, istituendo di fatto un pedaggio informale in una delle arterie più sensibili del commercio mondiale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, le richieste di pagamento vengono avanzate in modo del tutto casuale e possono raggiungere cifre esorbitanti, fino a 2 milioni di dollari per singolo viaggio.
Nonostante la natura poco chiara e non sistematica del meccanismo, diverse imbarcazioni bloccate nel Golfo Persico avrebbero già ceduto alle richieste per assicurarsi il passaggio. Tra queste, spicca il caso di una portacontainer legata alla Cina continentale che, attraverso un intermediario marittimo cinese, avrebbe versato la somma alle autorità iraniane per transitare lungo un "corridoio sicuro" nei pressi dell'isola di Larak.
Mentre governi come quello indiano starebbero tentando di negoziare accordi più strutturati con Teheran, tra i produttori del Golfo cresce l'allarme: l'imposizione di queste tariffe, per quanto informali, viene considerata una sfida inaccettabile alla sovranità internazionale e un precedente pericoloso che rischia di destabilizzare i flussi globali di petrolio e gas naturale.
Pakistan offre mediazione a Usa e Iran per finire conflitto
Il Pakistan si dice disponibile a ospitare negoziati tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il primo ministro Shehbaz Sharif dopo indiscrezioni sul fatto che il Paese potesse lavorare da mediatore. "Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell'interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre", ha scritto Sharif su X. "previo consenso degli Usa e dell'Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare i colloqui".
Interrotte alcune forniture di gas naturale dal Qatar ad alcuni Paesi tra cui Italia e Belgio
QatarEnergy ha fatto scattare la clausola di forza maggiore in alcuni dei contratti a lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto a Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi. Lo riporta Al-Jazeera secondo cui l'impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo per la liquefazione del gas, ha subito gravi danni nell'attacco del 18 e 19 marzo.
Steinmeier: “La fiducia tra Usa e alleati è compromessa, anche dopo Trump”
La fiducia tra gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali è “venuta meno” e non si ripristinerà nemmeno dopo la fine della presidenza di Donald Trump. Lo ha affermato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier livello globale”.
Nel corso di un discorso a Berlino per il 75° anniversario del Ministero degli Esteri tedesco, Steinmeier ha dichiarato di essere convinto che “non si tornerà alla situazione antecedente al 20 gennaio 2025”, data d’inizio del secondo mandato di Trump alla Casa Bianca.
“Anche una futura amministrazione statunitense non potrà più riprendere semplicemente il ruolo di egemone benevolo, garante di un ordine internazionale liberale”, ha aggiunto il presidente, ex ministro degli Esteri socialdemocratico.
A peggiorare questa perdita di fiducia contribuisce, secondo Steinmeier, l’incomprensione legata allo scoppio della guerra contro Iran, definita “contraria al diritto internazionale” e “un errore politico con gravi conseguenze”, un conflitto che ha definito “evitabile e inutile”.
Nella foto: il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier

Iran, oltre 90 arresti legati a Iran International: il regime denuncia “traditori”
Le autorità dell’Iran hanno arrestato oltre 90 persone legate a Iran International, canale di opposizione in lingua farsi e inglese con sede a Londra. Lo riporta l’emittente pubblica Press TV, citando fonti a conoscenza della vicenda.
Dall’inizio del conflitto con Stati Uniti e Israele, le autorità iraniane hanno intensificato la caccia a presunti “traditori”, arrestando individui accusati di fornire informazioni a reti ostili come Iran International, considerata da Teheran un’organizzazione terroristica.
Secondo Press TV, operazioni simili continueranno fino a completare quella che viene definita una “pulizia psicologica” della società dalle influenze mediatiche ritenute ostili. In passato, diversi individui associati ai servizi di intelligence statunitensi e israeliani si sarebbero mascherati da giornalisti per operare con il canale.
Per le autorità iraniane, Iran International ha avuto un “ruolo chiave” nel facilitare e giustificare gli attacchi israelo-statunitensi, diffondendo propaganda d’opposizione e contenuti contro il regime.
Mosca, no allargamento del conflitto nel Caspio
La Russia valuterebbe in modo estremamente negativo un allargamento del conflitto iraniano alla regione del Mar Caspio. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante una conferenza stampa. "La Russia lo considererebbe in modo estremamente negativo", ha detto Peskov ai giornalisti. In precedenza, il ministero degli Esteri russo aveva dichiarato che la Russia e l'Iran sono preoccupati per l'estensione del conflitto in Medio Oriente alle acque del Mar Caspio.
Iran, blackout Internet nazionale al 25° giorno: cittadini sempre più isolati
Il blocco di Internet a livello nazionale in Iran è giunto al 25° giorno, superando le 576 ore, secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks.
L’interruzione ha isolato la popolazione dal resto del mondo, mentre gli account autorizzati cercano di controllare la narrazione sul conflitto in corso, si legge nel post su X di NetBlocks.
“La misura priva i civili di aggiornamenti vitali e di una voce sulla scena globale”, sottolinea il gruppo, evidenziando l’impatto significativo del blackout sulla possibilità dei cittadini di informarsi e comunicare.
Von der Leyen invita l’Iran al dialogo: “È tempo di porre fine alle ostilità”
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha esortato l’Iran a cessare immediatamente le minacce e le azioni militari contro navi mercantili e infrastrutture civili, nel contesto del conflitto con Stati Uniti e Israele iniziato il 28 febbraio.
Parlando a Canberra, dove ha firmato un accordo commerciale con l’Australia insieme al primo ministro Anthony Albanese, von der Leyen ha definito inaccettabili gli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz e ha sottolineato la criticità della situazione per l’approvvigionamento energetico globale, con ripercussioni sui prezzi di gas e petrolio.
Pur condannando le ostilità, la presidente ha ribadito che “è tempo di sedersi al tavolo delle trattative e porre fine al conflitto” e ha sottolineato l’importanza di una soluzione negoziata. Su un eventuale coinvolgimento europeo in operazioni di sicurezza marittima, ha chiarito che qualsiasi missione sarà considerata solo una volta cessate le ostilità e che non le compete giudicare le decisioni dei leader europei in merito alla partecipazione o alle risorse necessarie.
Nella foto: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano Anthony Albanese si stringono la mano dopo aver raggiunto un accordo sul testo definitivo di un accordo di libero scambio presso la Parliament House di Canberra, martedì 24 marzo 2026

Contatti Usa-Iran: mediazione di Pakistan, Turchia ed Egitto in corso
Il Pakistan avrebbe avuto un ruolo chiave, insieme a Turchia ed Egitto, nel favorire una sospensione di cinque giorni degli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche dell’Iran.
Lo riporta il quotidiano Dawn, citando fonti interne secondo cui la cooperazione tra i tre Paesi avrebbe aperto un canale diplomatico “vitale” per contenere l’escalation.
Islamabad si dice pronta a fare da sede per eventuali colloqui: “Se le parti lo desiderano, siamo disponibili a ospitare negoziati”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Tahir Andrabi.
Secondo le fonti, il processo diplomatico in corso starebbe andando oltre la gestione dell’emergenza, con progressi concreti verso una possibile risoluzione delle tensioni.
Carburanti, nuovi rincari: diesel oltre i 2 euro in molte regioni
Tornano a salire i prezzi dei carburanti sulla rete italiana, con nuovi rialzi annunciati da Eni: +2 centesimi sulla benzina e +5 centesimi sul diesel nei prezzi raccomandati.
Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il diesel self è tornato oltre la soglia dei 2 euro al litro nella maggior parte delle regioni (ieri era sotto), con le Marche unica eccezione ancora sotto questo livello. La benzina self sale invece a una media regionale di 1,738 euro/litro.
A livello nazionale, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia, il prezzo medio della benzina self è a 1,725 euro/litro.

Golfo Persico, WSJ: "Alleati Usa più vicini al coinvolgimento contro l’Iran"
Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico stanno irrigidendo le loro posizioni nei confronti dell’Iran, avvicinandosi sempre più a un possibile coinvolgimento nel conflitto.
Secondo il Wall Street Journal, i continui attacchi stanno mettendo sotto pressione le economie della regione e alimentano il timore che Teheran possa consolidare una leva strategica sullo Stretto di Hormuz.
Per ora i Paesi del Golfo evitano un dispiegamento militare diretto, una linea rossa che finora hanno cercato di non superare. Tuttavia, la pressione cresce mentre aumenta il rischio di un’espansione del conflitto nell’area chiave per l’energia globale.
Hormuz, navi deviano in acque iraniane: pedaggi e accordi per il passaggio
Dallo scorso venerdì almeno 16 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz deviando su una rotta che passa nelle acque territoriali iraniane, tra accordi politici e pagamenti diretti.
Secondo Lloyd's List, il percorso – soprannominato “il casello autostradale di Teheran” – consentirebbe il transito grazie all’autorizzazione delle Guardie rivoluzionarie iraniane o al pagamento di un pedaggio. Almeno due navi avrebbero versato fino a due milioni di dollari per ottenere il via libera.
La ricostruzione segnala inoltre anomalie nei tracciamenti: due imbarcazioni avrebbero navigato utilizzando l’identità di navi non più esistenti. Una dinamica che evidenzia le crescenti tensioni e i rischi per la sicurezza nella regione.
Nella foto: una nave da carico che trasporta veicoli naviga nel Golfo Persico verso lo Stretto di Hormuz, domenica 22 marzo 2026

Lufthansa cancella voli in Medio Oriente: stop prolungato per il conflitto in Iran
Il gruppo Lufthansa ha annunciato la cancellazione di numerosi voli verso il Medio Oriente a causa del conflitto in Iran, con sospensioni che si protrarranno per diversi mesi.
Nel dettaglio, i collegamenti da e per città come Teheran, Abu Dhabi, Amman e Beirut resteranno sospesi fino al 24 ottobre. Coinvolte anche altre destinazioni chiave della regione, tra cui Dammam, Riad, Erbil e Muscat.
Le cancellazioni riguardano tutte le compagnie del gruppo, tra cui Swiss International Air Lines, Austrian Airlines, Brussels Airlines e ITA Airways.
Inoltre, i voli verso Dubai e Tel Aviv resteranno sospesi almeno fino al 31 maggio, nel quadro delle misure adottate per garantire la sicurezza operativa.
Lufthansa is extending its suspension of flights to Iran and other destinations in the Middle East for several more months https://t.co/qOVWknhlBc
— Bloomberg (@business) March 23, 2026
Macron convoca un nuovo Consiglio di difesa e sicurezza nazionale
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato un nuovo Consiglio di difesa e sicurezza nazionale per oggi pomeriggio alle 17:30, dedicato alla situazione in Iran e in Medio Oriente, secondo informazioni di BFM TV. L'ultima riunione dei ministri e responsabili incaricati delle questioni di sicurezza era stata convocata da Macron lo scorso 17 marzo.
Teheran: “Ricevuto messaggio dagli Usa”, spiragli per possibili colloqui
L’Iran afferma di aver ricevuto un “messaggio” dagli Stati Uniti attraverso canali di mediazione, mentre prosegue il confronto militare con Washington e Israele a quasi un mese dall’inizio delle operazioni.
Un funzionario del ministero degli Esteri di Iran ha dichiarato a CBS News che le comunicazioni americane sono “allo studio”, lasciando intendere un possibile sviluppo diplomatico.
Secondo l’emittente, il contatto potrebbe rappresentare un primo passo verso eventuali colloqui, in un contesto in cui Teheran continua a rispondere ai raid condotti da Stati Uniti e Israele.
After President Trump suggested Monday that a deal with Iran could be possible, a senior Iranian Foreign Ministry official revealed it received a message from the U.S. through mediators as a potential precursor to talks between the two warring countries. Pakistan has sought to… pic.twitter.com/7j7T2tciWd
— CBS News (@CBSNews) March 24, 2026
Libano, ancora raid israeliani nel nord-est del Paese
Raid aerei israeliani hanno colpito la zona di Hermel, nel nord-est del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa di Beirut Nna, spiegando che altri attacchi si sono verificati nelle zone meridionali di Deir Intar, Habboush, Chehabiyeh, Hanin e Majdal Selm, con diverse abitazioni prese di mira.
Un altro raid ha colpito il ponte di Dalafa, in Libano, che collega alcune zone del sud del paese con la valle della Bekaa.
Missile iraniano su Tel Aviv: testata da 100 kg di esplosivo
I danni registrati nel centro di Tel Aviv dopo l’ultimo attacco iraniano sono stati causati da una testata con circa 100 chilogrammi di esplosivo. Lo ha riferito il sovrintendente della polizia israeliana Fadida Yaniv, impegnato nelle indagini sulle esplosioni.
Secondo quanto dichiarato sul posto all’Associated Press, il missile ha colpito un’area residenziale, danneggiando abitazioni e automobili lungo una strada della città. Non risultano al momento feriti gravi.
Nela foto: una colonna di fumo si leva dal centro di Tel Aviv

Accordo energia Ue-Usa a rischio: Washington avverte sul GNL
Gli Stati Uniti mettono in guardia l’Unione europea: l’accordo commerciale sull’energia firmato lo scorso anno non deve essere modificato, altrimenti potrebbero cambiare le condizioni di accesso alle forniture di GNL americano. A dirlo è l’ambasciatore Usa presso l’Ue, Andrew Puzder.
L’intesa, siglata tra Donald Trump e Ursula von der Leyen, prevede acquisti europei di energia statunitense per 750 miliardi di dollari entro il 2028. Tuttavia, la ratifica è in ritardo e il Parlamento europeo è atteso al voto nei prossimi giorni.
Secondo Washington, eventuali modifiche potrebbero compromettere la componente energetica dell’accordo, in un contesto già segnato da forte competizione globale per il gas liquefatto.
Iran, raid su gas e gasdotti: smentita la tregua evocata da Donald Trump
Due stabilimenti del gas e un gasdotto in Iran sono stati colpiti da attacchi attribuiti a Israele e Stati Uniti, poche ore dopo che il presidente Donald Trump aveva annunciato una pausa di cinque giorni nei raid sulle infrastrutture energetiche.
Secondo l’agenzia iraniana Fars, gli attacchi hanno preso di mira un edificio amministrativo e una stazione di regolazione del gas a Isfahan, causando danni parziali. Un ulteriore raid avrebbe colpito il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese.
Iran: colloquio tra ministri Esteri Giordiania e Qatar per fermare escalation
Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha avuto lunedì un colloquio telefonico con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, per discutere delle modalità per fermare l'escalation regionale e rilanciare dialogo e diplomazia. Secondo l'agenzia giordana Petra, le due parti hanno esaminato le vie per ristabilire sicurezza e stabilità nella regione e hanno ribadito la loro solidarietà reciproca di fronte agli attacchi iraniani che hanno colpito entrambi i Paesi.
Filippine "aumenteranno" uso del carbone per rischio carenza gas
Le Filippine puntano ad aumentare temporaneamente la produzione delle centrali a carbone per contenere i costi dell'elettricità, dopo la chiusuta dello Stretto di Hormuz e gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
La ministra dell'Energia Sharon Garin ha spiegato che l'aumento dei prezzi del Gnl costringerà il Paese a fare maggiore affidamento sul carbone, già responsabile di circa il 60 per cento della produzione elettrica nazionale.
Londra non concederà uso basi britanniche a Washington per attacchi a impianti energetici iraniani
Il Regno unito non permetterà agli Stati Uniti di usare basi britanniche per attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, ha dichiarato il ministro della Difesa John Healey.
"L'uso di basi britanniche da parte degli Stati uniti è autorizzato a fini difensivi. Questo non include attacchi contro centrali elettriche iraniane", ha affermato Healey in Parlamento.
Israele non sarebbe coinvolta nei presunti colloqui
Israele non starebbe partecipando ai presunti colloqui tra Stati uniti e Iran, ma riceverebbe aggiornamenti da Washington. Lo riferisce oggi Semafor, citando funzionari statunitensi.
Ursula von der Leyen continua ad accusare l'Iran e chiede a Teheran un cessate il fuoco
"Sono profondamente preoccupata per il conflitto. L'Iran deve cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo stretto al traffico commerciale". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso della conferenza stampa dopo la firma dell'accordo commerciale con l'Australia.
"I recenti attacchi da parte dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane sono inaccettabili e devono essere condannati. Voglio anche sottolineare che la liberta' di navigazione e' un principio fondamentale del diritto internazionale", ha aggiunto.
Libano: due morti in attacco israeliano
Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Bshamoun, a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Wsj: Arabia Saudita e Uae, possibile coinvolgimento nel conflitto con Iran
L'Arabia saudita ed Emirati arabi uniti si starebbero avvicinando a un possibile coinvolgimento diretto nel conflitto contro l'Iran dopo gli attacchi alle loro infrastrutture energetiche, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il quotidiano scrive che i due Paesi hanno irrigidito la loro posizione dopo i ripetuti attacchi iraniani, che avrebbero colpito duramente le rispettive economie.
Secondo fonti informate citate dal dal giornale, l'Arabia saudita avrebbe recentemente accettato di consentire agli Stati Uniti l'uso di una base aerea nella parte occidentale del Paese. Le stesse fonti aggiungono che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sarebbe intenzionato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi agli attacchi.
Iran adotta misure per far passare navi Paesi non aggressori attraverso Stretto di Hormuz
L'Iran ha affermato di avere adottato misure per consentire il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz alle navi non appartenenti né collegate a Stati uniti e Israele. Lo ha reso noto l'ufficio del presidente Masoud Pezeshkian, riferendo di una telefonata avuta ieri con il primo ministro pachistano Shahbaz Sharif.
"L'Iran ha adottato misure per garantire la sicurezza della navigazione e del transito delle navi attraverso questa via d'acqua e predisporrà il coordinamento necessario per il passaggio delle navi che non appartengono agli aggressori, non sono affiliate a loro e non partecipano all'aggressione", ha dichiarato Pezeshkian.
Giappone: da giovedì rilascio di petrolio da riserve statali
Il Giappone inizierà da giovedì a immettere sul mercato parte delle riserve petrolifere statali, ha annunciato oggi la prima ministra Sanae Takaichi, nel contesto delle preoccupazioni per l'offerta e del forte aumento dei prezzi dell'energia legato alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La settimana scorsa era già iniziato il rilascio di petrolio dalle scorte detenute dal settore privato. Takaichi ha inoltre indicato che entro la fine del mese saranno utilizzate anche le riserve congiunte appartenenti a Paesi produttori del Medio Oriente e immagazzinate in Giappone.
Kuwait segnala danni alla rete elettrica dopo impatto detriti di droni
Il Kuwait ha segnalato danni alla propria rete elettrica a seguito dell'impatto di detriti di droni abbattuti, mentre Arabia Saudita e Bahrein hanno segnalato nuovi attacchi sul loro territorio.
Sette linee elettriche sono state messe fuori servizio in diverse zone del Paese a causa dei danni provocati dalla caduta di detriti in seguito all'intercettazione di droni, ha dichiararo il ministero dell'elettricita' kuwaitiano, citato dall'agenzia di stampa Kuna.
L'esercito del Paese ha riferito che le sue difese aeree hanno intercettato missili e droni che avevano violato il suo spazio aereo tre volte durante la notte.
Iran: Wsj cita colloqui segreti che hanno portato al cambio di linea di Trump
Una serie di contatti riservati tra Paesi del Medio Oriente avrebbe contribuito al cambio di linea del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla guerra con l'Iran, portandolo alla tregua di cinque giorni con l'Iran.
Secondo funzionari arabi citati dal "Wall Street Journal", i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si sono all'alba dello scorso giovedì a Riad per cercare una via d'uscita negoziale dal conflitto. Un ostacolo rilevante era però l'assenza di interlocutori iraniani ritenuti affidabili dopo l'uccisione, da parte di Israele, del responsabile della sicurezza nazionale Ali Larijani.
L'intelligence egiziana avrebbe quindi aperto un canale con le Guardie rivoluzionarie iraniane, proponendo una sospensione delle ostilità di cinque giorni per favorire un cessate il fuoco. Questi contatti avrebbero contribuito all'annuncio di ieri da parte di Trump, che poche ore prima aveva minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz.F'
Prezzo del Brent ritocca i 104 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent è tornato a 104 dollari al barile nelle contrattazioni mattutine, in aumento di oltre il 40 per cento da quando Israele e gli Stati Uniti hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
La tregua annunciata da Donald Trump aveva fatto scendere brevemente lunedì i prezzi del petrolio sotto i 100 dollari al barile.
Iran: ondata di missili colpisce diverse città israeliane
Il Corpo delle guardie della rivoluzione dell'Iran ha confermato il lancio di una nuova ondata di missili contro Israele nelle prime ore di martedì, secondo una dichiarazione diffusa dall'emittente statale Irib.
I Guardiani della rivoluzione sostengono che i missili iraniani abbiano superato i sistemi di difesa israeliani. Le sirene d'allarme sono risuonate nell'area di Tel Aviv e in alcune zone della Cisgiordania.
Secondo le informazioni disponibili, almeno un missile con testata a grappolo ha causato danni nell'area portuale di Haifa.