La guerra nel Golfo Persico entra nel suo venticinquesimo giorno. L'Iran ha smentito la notizia di colloqui con Trump, che aveva annunciato una tregua. Inizialmente, il presidente Usa aveva lanciato un ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz che sarebbe dovuto scadere questa mattina
Nonostante una tregua annunciata dal presidente statunitense, Donald Trump, la guerra nel Golfo Persico non rallenta ed entra nel suo venticinquesimo giorno.
Missili e droni iraniani hanno colpito Israele e diversi Paesi arabi del Golfo, mentre Teheran mantiene il suo controllo sullo Stretto di Hormuz.
Trump ha parlato di negoziati in corso per porre fine al conflitto, definendoli "buoni e proficui", ma l'Iran ha smentio qualsiasi dialogo.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi contro Iran e Libano continueranno, nonostante Washington valuti un cessate il fuoco.
Tre ondate di missili iraniani hanno colpito Israele, mentre l'esercito israeliano ha continuato i suoi bombardamenti sulla periferia sud di Beirut, affermando di aver preso di mira le infrastrutture utilizzate dal gruppo militante Hezbollah. Allarmi anche in Bahrain e droni iraniani intercettati in Arabia Saudita.
La tregua nei prezzi del petrolio è stata di breve durata, con il prezzo del greggio Brent, il riferimento internazionale, tornato a 104 dollari al barile nelle contrattazioni mattutine, in aumento di oltre il 40 per cento da quando Israele e gli Stati Uniti hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
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Filippine "aumenteranno" uso del carbone per rischio carenza gas
Le Filippine puntano ad aumentare temporaneamente la produzione delle centrali a carbone per contenere i costi dell'elettricità, dopo la chiusuta dello Stretto di Hormuz e gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
La ministra dell'Energia Sharon Garin ha spiegato che l'aumento dei prezzi del Gnl costringerà il Paese a fare maggiore affidamento sul carbone, già responsabile di circa il 60 per cento della produzione elettrica nazionale.
Londra non concederà uso basi britanniche a Washington per attacchi a impianti energetici iraniani
Il Regno unito non permetterà agli Stati Uniti di usare basi britanniche per attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, ha dichiarato il ministro della Difesa John Healey.
"L'uso di basi britanniche da parte degli Stati uniti è autorizzato a fini difensivi. Questo non include attacchi contro centrali elettriche iraniane", ha affermato Healey in Parlamento.
Israele non sarebbe coinvolta nei presunti colloqui
Israele non starebbe partecipando ai presunti colloqui tra Stati uniti e Iran, ma riceverebbe aggiornamenti da Washington. Lo riferisce oggi Semafor, citando funzionari statunitensi.
Ursula von der Leyen continua ad accusare l'Iran e chiede a Teheran un cessate il fuoco
"Sono profondamente preoccupata per il conflitto. L'Iran deve cessare immediatamente le sue minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo stretto al traffico commerciale". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso della conferenza stampa dopo la firma dell'accordo commerciale con l'Australia.
"I recenti attacchi da parte dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane sono inaccettabili e devono essere condannati. Voglio anche sottolineare che la liberta' di navigazione e' un principio fondamentale del diritto internazionale", ha aggiunto.
Libano: due morti in attacco israeliano
Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un attacco israeliano a Bshamoun, a sud di Beirut. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Wsj: Arabia Saudita e Uae, possibile coinvolgimento nel conflitto con Iran
L'Arabia saudita ed Emirati arabi uniti si starebbero avvicinando a un possibile coinvolgimento diretto nel conflitto contro l'Iran dopo gli attacchi alle loro infrastrutture energetiche, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il quotidiano scrive che i due Paesi hanno irrigidito la loro posizione dopo i ripetuti attacchi iraniani, che avrebbero colpito duramente le rispettive economie.
Secondo fonti informate citate dal dal giornale, l'Arabia saudita avrebbe recentemente accettato di consentire agli Stati Uniti l'uso di una base aerea nella parte occidentale del Paese. Le stesse fonti aggiungono che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sarebbe intenzionato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi agli attacchi.
Iran adotta misure per far passare navi Paesi non aggressori attraverso Stretto di Hormuz
L'Iran ha affermato di avere adottato misure per consentire il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz alle navi non appartenenti né collegate a Stati uniti e Israele. Lo ha reso noto l'ufficio del presidente Masoud Pezeshkian, riferendo di una telefonata avuta ieri con il primo ministro pachistano Shahbaz Sharif.
"L'Iran ha adottato misure per garantire la sicurezza della navigazione e del transito delle navi attraverso questa via d'acqua e predisporrà il coordinamento necessario per il passaggio delle navi che non appartengono agli aggressori, non sono affiliate a loro e non partecipano all'aggressione", ha dichiarato Pezeshkian.
Giappone: da giovedì rilascio di petrolio da riserve statali
Il Giappone inizierà da giovedì a immettere sul mercato parte delle riserve petrolifere statali, ha annunciato oggi la prima ministra Sanae Takaichi, nel contesto delle preoccupazioni per l'offerta e del forte aumento dei prezzi dell'energia legato alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
La settimana scorsa era già iniziato il rilascio di petrolio dalle scorte detenute dal settore privato. Takaichi ha inoltre indicato che entro la fine del mese saranno utilizzate anche le riserve congiunte appartenenti a Paesi produttori del Medio Oriente e immagazzinate in Giappone.
Kuwait segnala danni alla rete elettrica dopo impatto detriti di droni
Il Kuwait ha segnalato danni alla propria rete elettrica a seguito dell'impatto di detriti di droni abbattuti, mentre Arabia Saudita e Bahrein hanno segnalato nuovi attacchi sul loro territorio.
Sette linee elettriche sono state messe fuori servizio in diverse zone del Paese a causa dei danni provocati dalla caduta di detriti in seguito all'intercettazione di droni, ha dichiararo il ministero dell'elettricita' kuwaitiano, citato dall'agenzia di stampa Kuna.
L'esercito del Paese ha riferito che le sue difese aeree hanno intercettato missili e droni che avevano violato il suo spazio aereo tre volte durante la notte.
Iran: Wsj cita colloqui segreti che hanno portato al cambio di linea di Trump
Una serie di contatti riservati tra Paesi del Medio Oriente avrebbe contribuito al cambio di linea del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla guerra con l'Iran, portandolo alla tregua di cinque giorni con l'Iran.
Secondo funzionari arabi citati dal "Wall Street Journal", i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si sono all'alba dello scorso giovedì a Riad per cercare una via d'uscita negoziale dal conflitto. Un ostacolo rilevante era però l'assenza di interlocutori iraniani ritenuti affidabili dopo l'uccisione, da parte di Israele, del responsabile della sicurezza nazionale Ali Larijani.
L'intelligence egiziana avrebbe quindi aperto un canale con le Guardie rivoluzionarie iraniane, proponendo una sospensione delle ostilità di cinque giorni per favorire un cessate il fuoco. Questi contatti avrebbero contribuito all'annuncio di ieri da parte di Trump, che poche ore prima aveva minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz.F'
Prezzo del Brent ritocca i 104 dollari al barile
Il prezzo del petrolio Brent è tornato a 104 dollari al barile nelle contrattazioni mattutine, in aumento di oltre il 40 per cento da quando Israele e gli Stati Uniti hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
La tregua annunciata da Donald Trump aveva fatto scendere brevemente lunedì i prezzi del petrolio sotto i 100 dollari al barile.
Iran: ondata di missili colpisce diverse città israeliane
Il Corpo delle guardie della rivoluzione dell'Iran ha confermato il lancio di una nuova ondata di missili contro Israele nelle prime ore di martedì, secondo una dichiarazione diffusa dall'emittente statale Irib.
I Guardiani della rivoluzione sostengono che i missili iraniani abbiano superato i sistemi di difesa israeliani. Le sirene d'allarme sono risuonate nell'area di Tel Aviv e in alcune zone della Cisgiordania.
Secondo le informazioni disponibili, almeno un missile con testata a grappolo ha causato danni nell'area portuale di Haifa.