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Il terrore dei droni russi contro i civili: in mostra a Berlino la guerra in Ucraina

Un'auto distrutta da un drone russo al Museo Story Bunker di Berlino
Un'auto distrutta da un drone russo al Museo Story Bunker di Berlino Diritti d'autore  Johanna Urbancik/ Euronews
Diritti d'autore Johanna Urbancik/ Euronews
Di Johanna Urbancik & Donogh McCabe
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il museo espone oggetti della guerra russa contro l'Ucraina, tra cui diversi droni, frammenti di sistemi d'arma e il "taxi sociale" con cui due volontari ucraini si prendevano cura dei civili nella zona di Kherson

Un parabrezza in frantumi, un buco nel tetto, fori di proiettile nella lamiera e interni devastati: un furgone Fiat grigio argento, attaccato da un drone in Ucraina, è parcheggiato nel centro di Berlino.

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Un video del drone russo che lo ha colpito viene trasmesso in sottofondo, mostrando come il bersaglio sia proprio il taxi collettivo. È parte dell'esibizione del Berlin Story Bunker, un museo aperto nella capitale tedesca per mostrare la guerra russa in Ucraina.

Il video del drone è stato messo a disposizione dai servizi segreti ucraini, spiega Enno Lenze, il fondatore del museo. "Diciamo solo: questo è quello che è successo. Ora ne sapete di più e potete pensare a cosa significa per voi", dice Lenze, " è esattamente ciò che vogliamo mostrare qui", senza sopraffare i visitatori o "imporre loro qualcosa".

L'auto distrutta da un drone russo dall'interno del Berlin Story Bunker, 24/02/2026
L'auto distrutta da un drone russo dall'interno del Berlin Story Bunker, 24/02/2026 Johanna Urbancik/ Euronews

La storia del van del Berlin Story Bunker

Nel mezzo colpito c'erano Oleg Konekt Salnyk e Oleg Degusarov, due volontari ucraini che aiutavano civili a evacuare dalla regione di Kherson, nel sud del Paese. Accompagnavano anche dal medico persone anziane che "non volevano andarsene", ha aggiunto Lenze a Euronews.

Il direttore del museo racconta come il suo amico, Oleg Konekt Salnyk, avesse deciso di non lasciare la città, dopo l'occupazione russa il 2 marzo del 2022. La zona è stata poi parzialmente liberata nel novembre successivo.

"È rimasto e ha detto: 'Questa è la mia città e non importa come sia qui, io resto, io aiuto", dice Lenze secondo Lenze giustificava la decisione ripetendo: "Se tutti se ne vanno, non ci sarà più nessuno" ad aiutare.

Il 12 aprile 2025, Konekt Salnyk e Degusarov erano andati con il furgone ad Antonivka, vicino a Kherson, e si erano parcheggiati davanti a una casa poco prima che un drone russo la colpisse uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.

Immagine di Oleh "konekt" Salnyk, ucciso da un drone russo, 24/02/2026
Immagine di Oleh "konekt" Salnyk, ucciso da un drone russo, 24/02/2026 Johanna Urbancik/ Euronews

"A volte ce la si fa e a volte gli amici muoiono", commenta Lenze, che aveva viaggiato sul "taxi sociale" di Kherson diverse volte scampando ad alcuni attacchi. Era chiaro - dice a Euronews - che quel veicolo dovesse essere portato a Berlino e la storia di Konekt Salnyk e Degusarov raccontata, in modo che "si possa vedere il crimine di guerra".

L'Organizzazione internazionale per la sicurezza delle Ong (Inso) ha pubblicato questa settimana un'analisi secondo cui dall'inizio dell'invasione, nel febbraio 2022, sono stati uccisi almeno 39.000 civili, compresi i soccorritori, gli operatori umanitari e i volontari locali che sono effettivamente protetti dal diritto internazionale.

Schermata della cronologia WhatsApp della morte di Oleh nel bunker di Berlino, 24/02/2026
Schermata della cronologia WhatsApp della morte di Oleh nel bunker di Berlino, 24/02/2026 Johanna Urbancik/ Euronews

Cosa c'è in mostra a Berlino

Oltre al "taxi sociale" distrutto la mostra sull'Ucraina nello Story Bunker di Berlino presenta vari droni, frammenti di missili russi e altri oggetti come un dispositivo radio del servizio segreto russo Fsb, in cui è installato un chip occidentale.

Si può anche rivedere il video in cui dopo l'attacco del 24 febbraio 2022, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rassicurava la popolazione che lui e altri politici sarebbero rimasti a Kiev.

La prima sala della mostra sull'Ucraina, 24.02.2026
La prima sala della mostra sull'Ucraina, 24.02.2026 Johanna Urbancik/ Euronews
Un drone nel bunker di Berlino, 24/02/2026
Un drone nel bunker di Berlino, 24/02/2026 Johanna Urbancik/ Euronews

Il video sui social ha marcato uno dei momenti più significativi dei primi giorni di guerra e ha fatto il giro del mondo.

Nella mostra di Berlino, la guerra di aggressione russa è illuminata da diverse prospettive: gli eventi in Ucraina e le reazioni in Germania. La mostra comprende un pannello con una citazione dell'ex ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk, in cui diceva all'allora ministro delle Finanze Christian Lindner che l'Ucraina aveva "solo poche ore" e che Kiev avrebbe dovuto accettare la sconfitta.

Con questo mix di storie personali e manufatti bellici, conclude Lenze, si vuole rendere la guerra più tangibile per i visitatori.

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