ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Gli effetti del coronavirus sul turismo: chi ha diritto al rimborso?

euronews_icons_loading
Gli effetti del coronavirus sul turismo: chi ha diritto al rimborso?
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai Tourism
Dimensioni di testo Aa Aa

Viaggiare ai tempi del coronavirus

Mentre il coronavirus continua ad occupare le prime pagine dei giornali, alcuni analisti stimano che la pandemia potrebbe causare un danno di 2400 miliardi di euro all'economia globale.

Le restrizioni sui viaggi decise da vari governi in tutto il mondo hanno spiazzato molte persone che avevano già programmato i loro viaggi e che ora non sanno con certezza a quale tipo di rimborso abbiano diritto nel caso decidessero di cancellare le loro prenotazioni.

L'emergenza è un duro colpo per molti operatori turistici, sommersi dalle richieste di cancellazione per grandi eventi e pellegrinaggi.

"Legalmente il pellegrinaggio alla Mecca è considerato un pacchetto vacanza - dice a Euronews Sean Titpon, portavoce dell'Associazione britannica degli agenti di viaggio - se un tour operator non può garantire il viaggio dovrà rimborsare i clienti o consentirgli di cambiare la prenotazione. Ovviamente non è una buona notizia per i tour operator ma in questo caso i pellegrini non dovranno preoccuparsi dei loro soldi".

I consigli di viaggio cambiano man mano che le autorità sanitarie valutano in quale categoria di rischio inserire un paese.

"In generale si sconsiglia di andare nei paesi inseriti nella categoria 1 perché il rischio è percepito come troppo elevato - dice a Euronews il dottor Charlie Easmon, specialista in medicina dei viaggi -se invece si è scelto di andare in un Paese di categoria 2 allora ci può essere un certo rischio. In questo caso alcune assicurazioni accetteranno le cancellazioni e rimborseranno i clienti. Altre invece non lo faranno. Per i clienti è un dilemma, c'è il rischio di prenotare per un paese che in seguito potrebbe essere inserito tra quelli più a rischio".

Alla scoperta di uno dei club più esclusivi del mondo

Il Capital Club è stato inserito nella lista dei dieci club più esclusivi al mondo. Il suo direttore generale, Ian Palmer, ha aiutato i grande nomi dell'industria alberghiera ad aumentare i loro profitti. Lo abbiamo intervistato per capire cosa serve per gestire un club come questo.

Lei è conosciuto per avere cambiato le sorti delle aziende in difficoltà. Come c'è riuscito?
Ho cominciato a formarmi quando ero ancora un ragazzino, lavoravo nel settore alberghiero e nella ristorazione, allestivo tendoni e mi occupavo di party e serate. Ma ho cominciato lavando le pentole al Savoy, per poi passare al servizio in camera. Alla fine ho lavorato in ogni reparto di un hotel a cinque stelle, non solo al Savoy, ma anche al Claridges, al Barclay e così via. Avere una profonda conoscenza di come funziona un albergo, sapere quali sono i costi e che tipo di persone impiegare nei diversi reparti... sono le basi che mi hanno permesso di capire cosa bisogna fare per rimettere in carreggiata un'azienda.

Come si gestisce con successo un club privato? Conoscere i propri clienti prima di tutto. Lavorare nell'industria alberghiera significa cibo e bevande di qualità, un ambiente gradevole, bisogna capire cosa vogliono le persone. Se non conosci la tua clientela e i tuoi ospiti prima di andare al mercato, allora avrai dei problemi.

Quali sono le sfide legate alle gestione di un club così in questo momento di crisi economica? Devi sempre fare i conti con la congiuntura economia e la concorrenza. Ci stiamo passando ora con il coronavirus, alcuni dei nostri clienti per garantire la sicurezza del personale hanno dovuto annullare eventi con più di venti persone. Questo naturalmente si riflette anche sul nostro lavoro. Ma quello che dobbiamo fare è reagire, offrire un ambiente sicuro per le persone che vengono qui per fare affari perché la vita continua. La cosa più importante è il modo in cui si reagisce ai momenti difficili.

Quali sono le opportunità di business che offrite qui? Al momento stiamo lavorando con Microsoft per capire ancora meglio i nostri membri, quali sono i loro interessi e con chi sono interessati a fare affari. Il nostro team poi li mette in contatto. Quello di Dubai è l'ottavo hub finanziario a livello globale. Il Capital Club attira molti dei più importanti uomini d'affari.

La percezione è che i club privati siano per pochi privilegiati. È ancora così?
Credo che Dubai sarà una città fantastica per i club privati, che non saranno solo per pochi eletti. Ci saranno sempre più persone che vorranno essere coinvolte negli eventi che i club possono offrire. Quindi si tratterà più che altro di una comunità"

Il coronavirus non ferma le grandi case automobilistiche

La cancellazione del salone dell'auto di Ginevra, uno dei più grandi eventi del settore a livello globale, non ha impedito alle case automobilistiche di presentare i loro nuovi modelli. I giganti tedeschi, da Audi a BMW, da Porsche a Volkswagen, fino a Mercedes, lo hanno fatto in rapida successione.

La 208 berlina della Peugeot è stata nominata auto dell'anno in un centro congressi vuoto. La cerimonia, che di solito si svolge davanti a centinaia di giornalisti, è stata trasmessa in diretta dopo la decisione del governo svizzero di vietare gli eventi pubblici e privati con più di 1000 persone. La Peugeot 208 ha battuto la concorrenza di Renault Clio, Ford Puma, Toyota Corolla e Bmw Serie 1.

Bmw ha lanciato la sua concept i4, una Gran Coupé elettrica con un'autonomia di 600 chilometri e 530 cavalli di potenza. Dovrebbe entrare in produzione l'anno prossimo. Porsche ha presentato la nuova Turbo S, 650 cavalli di potenza in grado di spingere la vettura da zero a cento in 2,7 secondi.
Per altri marchi sostenibilità è la parola chiave: Mercedes, che punta ad azzerare le emissioni inquinanti entro vent'anni, ha lanciato la nuova Classe E, con linee riviste per avvicinarla ai modelli più recenti.