Il ministro degli Esteri spagnolo ha dichiarato a Euronews che l'Europa deve assumere il pieno controllo della propria sicurezza di fronte alle crescenti incertezze geopolitiche. A tal fine, l'Ue deve muoversi verso un esercito europeo, oltre a completare l'integrazione finanziaria
Il capo della diplomazia spagnola, José Manuel Albares, ha dichiarato a Euronews a Davos che l'Ue dovrebbe sostenere saldamente i suoi valori, dato che alcuni Paesi stanno minacciando l'uso della forza come politica estera.
in un'intervista a margine del World Economic Forum, che si è chiuso giovedì, il ministro degli Esteri di Madrid ha invitato l'Europa ad assumere il pieno controllo della propria sicurezza, sostenendo che il continente deve muoversi "verso un esercito europeo" in un momento di crescente pressione geopolitica e di incertezza nelle relazioni transatlantiche.
"Se vogliamo continuare ad essere un continente pacifico (...), dobbiamo avere la deterrenza in mano, e abbiamo bisogno in primo luogo di una coalizione dei volenterosi della sicurezza europea, in secondo luogo di un'integrazione delle nostre industrie della difesa e, infine, di un esercito europeo", ha detto Albares.
Albares ha riconosciuto che i tentativi passati di creare una forza di difesa comune europea sono falliti, ma ha sostenuto che il contesto odierno è diverso e che, accanto all'integrazione militare, serve completare il mercato unico, rafforzare gli strumenti contro il commercio e la coercizione economica e garantire che le imprese europee possano competere a livello globale.
L'Ue valuta la risposta al Consiglio per la pace sostenuto da Trump
Albares ha affrontato il lancio del Consiglio per la pace guidato dagli Stati Uniti, promosso dal presidente Usa Trump come nuovo strumento per la risoluzione dei conflitti, e non solo quello di Gaza.
La Spagna, ha detto il ministro, non ha ancora preso una decisione definitiva sull'adesione. "Sarà il presidente del Consiglio a prenderla", ha detto riferendosi a Pedro Sanchez e aggiunto che il suo Paese si sta coordinando strettamente con i partner europei per stabilire una "posizione comune".
"Per la Spagna è importante che questa entità rispetti il lavoro delle Nazioni Unite, la risoluzione del Consiglio di Sicurezza da cui proviene e il diritto internazionale", ha dichiarato Albares.
Diversi Paesi dell'Unione Europea hanno rifiutato di entrarvi come la Francia o preso tempo, tra questi l'Italia. Il ministro spagnolo ha confermato a Euronews che le preoccupazioni europee vanno oltre Gaza e includono potenziali implicazioni legali e politiche se l'iniziativa si allontana dal mandato delle Nazioni Unite.
Le pressioni Usa sulla Groenlandia "devono cessare"
Albares ha anche affrontato il tema delle pressioni statunitensi sulla Danimarca per quanto riguarda la Groenlandia, una questione che è riemersa in seguito al rinnovato appetito di Trump per lo strategico territorio artico, la cui acquisizione, a suo dire, terrebbe a bada Russia e Cina.
"Le pressioni sulla Danimarca e sulla Groenlandia devono cessare", ha dichiarato il ministro, "la Spagna è stata molto chiara fin dall'inizio. Il futuro della Groenlandia appartiene al popolo groenlandese e al popolo danese".
Albares ha ribadito anche il sostegno a una soluzione negoziata e interna sul Venezuela. "Quello che vogliamo dal Venezuela è un ampio dialogo tra il governo e l'opposizione che porti a una soluzione pacifica e democratica all'interno della società venezuelana", ha dichiarato.
Alla domanda se l'attenzione di Washington per le risorse petrolifere del Venezuela sia una preoccupazione, Albares è stato risoluto. "Il petrolio e le risorse naturali del Venezuela appartengono al popolo venezuelano", ha detto, "fanno parte della loro sovranità".
Il ministro ha anche ribadito la posizione della Spagna su Gaza e il sostegno di lunga data a una soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese.
"Se vogliamo pace, stabilità e sicurezza per tutti in Medio Oriente - compresi gli israeliani - dobbiamo attuare la soluzione dei due Stati", ha affermato, "è giunto il momento" poiché "troppo sangue innocente è stato versato per decenni".