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Usa, il Dipartimento di Giustizia indaga su elusione delle sanzioni iraniane tramite Binance

Immagine generica con il logo di Bitcoin e di Binance
Immagine generica con i loghi di Bitcoin e Binance Diritti d'autore  Kanchanara/Unsplash
Diritti d'autore Kanchanara/Unsplash
Di Quirino Mealha
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Il Dipartimento di Giustizia Usa sta indagando sul presunto uso di Binance da parte dell'Iran per eludere le sanzioni e finanziare gruppi terroristici come gli Houthi nello Yemen

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha avviato un'indagine sull'uso che l'Iran avrebbe fatto di Binance, la più grande piattaforma di criptovalute al mondo, per eludere le sanzioni Usa e finanziare organizzazioni terroristiche legate al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc), secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

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L'esame del Dipartimento di Giustizia statunitense si basa su documenti aziendali e testimonianze fornite da persone a conoscenza dei fatti.

Secondo il quotidiano, le autorità hanno contattato persone con conoscenza diretta delle transazioni legate all'Iran per chiedere colloqui e raccogliere prove.

Un supervisore nominato dal Dipartimento del Tesoro statunitense avrebbe chiesto a Binance dettagli sulle transazioni connesse all'Iran, incluse informazioni su un partner commerciale responsabile di una quota significativa dei flussi.

Al momento non è chiaro se l'indagine prenda di mira Binance per eventuali illeciti oppure se si limiti all'attività dei clienti sulla piattaforma.

Un portavoce della società ha dichiarato al WSJ che Binance "non ha assolutamente intrattenuto rapporti diretti con soggetti colpiti da sanzioni".

Trump ha concesso la grazia al suo fondatore

Questi sviluppi riportano la società al centro dell'attenzione delle autorità di vigilanza statunitensi, a pochi mesi dalla grazia presidenziale concessa al suo fondatore, e mettono in luce le difficoltà persistenti nell'applicazione delle sanzioni in settori in rapida evoluzione come crypto e fintech.

Il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, noto come CZ, è stato graziato dal presidente Trump a ottobre.

L'indagine riporta l'attenzione sull'exchange, che nel 2023 si era dichiarato colpevole di aver violato le sanzioni e le leggi bancarie statunitensi. Il procedimento si era concluso con una multa record da 3,7 miliardi di euro e con l'obbligo di una supervisione continua da parte delle autorità Usa.

In base all'accordo del 2023, Binance deve controllare attivamente i propri clienti per prevenire il finanziamento del terrorismo e le violazioni delle sanzioni e segnalare tempestivamente alle autorità qualsiasi attività sospetta.

L'inchiesta del Congresso Usa aumenta la pressione su Binance

Gli ultimi sviluppi hanno attirato l'attenzione anche a Capitol Hill.

Il senatore statunitense Richard Blumenthal, esponente di punta democratico nella Commissione per la sicurezza interna del Senato, ha avviato il mese scorso un'inchiesta formale sulla gestione da parte di Binance delle transazioni collegate all'Iran.

Citando l'entità dei flussi non dichiarati, quasi 1,7 miliardi di euro verso soggetti sanzionati, e la sospensione degli investigatori interni, Blumenthal ha messo in dubbio che l'exchange abbia rispettato i propri obblighi in materia di sanzioni e normativa bancaria statunitense.

Ha chiesto a Binance documentazione dettagliata. La società ha replicato definendo inesatte le ricostruzioni dei media e rivendicando un "programma di conformità tra i migliori del settore".

In seguito il senatore ha definito quella risposta evasiva e insufficiente a fugare i suoi dubbi.

L'avvio dell'indagine del Dipartimento di Giustizia Usa coincide con un'intensificazione degli sforzi per interrompere le reti di finanziamento legate ai Pasdaran iraniani.

Alla vigilia delle azioni militari congiunte con Israele contro l'Iran, Washington ha rafforzato le misure per interrompere i flussi di entrate, in particolare quelli che coinvolgono cryptoattività utilizzate per rimpatriare i proventi della vendita di petrolio alla Cina.

A gennaio il Dipartimento del Tesoro statunitense ha sanzionato due piattaforme di scambio di criptovalute più piccole per aver trasferito ingenti somme verso portafogli digitali collegati all'Irgc.

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