Grecia, poliziotto spara a un adolescente. Scontri di piazza a Salonicco

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Di Debora Gandini
Proteste a Salonicco
Proteste a Salonicco   -   Diritti d'autore  AP Photo

Bombe molotov, lacrimogeni e granate assordanti. E’ accaduto a Salonicco in Grecia. Le violenti proteste sono scoppiate in seguito a una sparatoria della polizia contro un ragazzo di 16 anni di etnia rom, che avrebbe fatto benzina con il suo furgone, a una stazione di servizio, senza pagare.

Dopo un inseguimento, uno degli agenti ha sparato. Il giovane colpito alla testa dal proiettile è ricoverato in ospedale in gravi condizioni.

In seguito a questo fatto circa 1.500 persone, alcune vicine a gruppi anarchici, sono scese in piazza per manifestare contro quanto accaduto. Nonostante il clima teso non ci sono stati feriti e arresti ma diversi negozi sono stati danneggiati in modo serio. L'agente che avrebbe sparato il colpo è stato sospeso del servizio e arrestato, fa sapere la Polizia stessa. È accusato di tentato omicidio.

Il portavoce del governo Giannis Oikonomou ha dichiarato: “Il valore di una vita umana non può mai essere misurato da nessuna somma di denaro”. Dal partito di opposizione Syriza è arrivata l'accusa al governo di centrodestra di non essere in grado di tenere a bada la polizia: “La società non può più tollerare questo clima di paura”, ha dichiarato Christos Spirtzis, esponente della formazione di sinistra.

La sparatoria è avvenuta alla vigilia delle proteste ricorrenti ogni anno nelle città greche per ricordare la morte, sempre per mano della polizia, del quindicenne Alexis Grigoropoulos, un fatto che a dicembre 2008 innescò i più accesi disordini della storia greca recente, proseguiti per settimane con ingenti danni a proprietà pubbliche e private.