Ucraina, nuove fosse comuni. Putin a Scholz, bombardamenti inevitabili

Access to the comments Commenti
Di Debora Gandini
Fiori nel cimitero di Pravdyne
Fiori nel cimitero di Pravdyne   -   Diritti d'autore  Euronews

Un’altra fossa comune in Ucraina. Nel villaggio di Pravdyne vicino a Kherson sono stati riesumati i corpi di sei uomini e di una ragazza, forse vittime dell'esecuzione da parte delle forze di occupazione russe.

Secondo il procuratore ucraino Kostiantyn Podoliak i cadaveri presentavano segni di tortura, colpi di arma da fuoco alla testa e le braccia legate dietro la schiena. Dopo questa macabra scoperta la Commissione internazionale indipendente sull'Ucraina ha fornito un aggiornamento sull’inchiesta dei crimini di guerra da parte di Mosca. Erik Møse, presidente della Commissione ha sottolineato che “Sono state raccolte nuove prove. Sono in corso indagini accurate. Questo è un processo complicato.“

Mentre ogni giorno si contano vittime tra i civili la diplomazia è al lavoro per cercare una soluzione al conflitto ma senza compromessi.

Nella sua prima conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz da settembre, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che i raid alle infrastrutture ucraine sono una "conseguenza inevitabile" dei presunti attacchi ucraini alla Crimea. Una risposta forzata e inevitabile che secondo il presidente russo si è resa necessaria anche per l’appoggio militare che la Nato ha fornito agli ucraini.

Le accuse di Putin e la linea dura dell'Occidente

“Una linea distruttiva”, quella scelta dai paesi occidentali, “compresa la Germania, che hanno potenziato il regime di Kiev con le armi e addestrando l’esercito ucraino”, riferisce la Tass informata sul contenuto della telefonata tra i due politici.

Berlino ha ribadito la determinazione della Germania nel continuare il suo sostegno all’Ucraina, condannando gli attacchi aerei russi contro le infrastrutture civili”. Secondo Putin, se la guerra è ancora in corso e i negoziati sono così lontani, è proprio colpa del sostegno occidentale a Kiev, che incoraggia il presidente Zelensky a rifiutare di sedersi al tavolo delle trattative.

Da parte sua il cancelliere Scholz però, secondo quanto riferito dal governo tedesco, avrebbe risposto al presidente russo che non ci può essere soluzione diplomatica se Mosca non ritira prima le truppe dal territorio ucraino, una posizione condivisa con gli Stati Uniti.