Aemilia: intestazioni fittizie, al via appello per cinque

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Di ANSA
Tutti assolti in primo grado, la Dda ha impugnato
Tutti assolti in primo grado, la Dda ha impugnato

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">BOLOGNA</span>, 11 <span class="caps">OTT</span> – Si è aperto in Corte di Appello a<br /> Bologna il secondo grado di un processo nato da un filone di<br /> ‘Aemilia’ per cinque imputati, tutti assolti in tribunale a<br /> Reggio Emilia dall’accusa<br /> di intestazioni fittizie con l’aggravante di aver agito per<br /> favorire la cosca di ‘ndrangheta emiliana legata ai Grande<br /> Aracri. L’appello nasce dall’impugnazione della Dda di Bologna con la<br /> pm Beatrice Ronchi che rappresenta l’accusa insieme alla<br /> procuratrice generale reggente Lucia Musti. A giudizio ci sono i<br /> parenti dell’imprenditore pentito Giuseppe Giglio, considerato<br /> dagli inquirenti il ‘regista’ del piano imprenditoriale a<br /> servizio del sodalizio: il padre Francesco, il fratello Antonio<br /> e la madre Gaetana Crugliano, oltre al commercialista Agostino<br /> Donato Clausi (tutti difesi dall’avvocato Fausto Bruzzese) e<br /> Mario Mazzotti (assistito dal legale Franco Beretti). L’udienza<br /> è stata aggiornata al 18 novembre. Nel 2020 il giudice Giovanni<br /> Ghini aveva assolto tutti con la formula “per non aver commesso<br /> il fatto”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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