Vive nel lusso ma ottiene Rdc, donna denunciata a Genova

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Di ANSA
Carabinieri scoprono 60 truffatori. Da restituire 350mila euro.
Carabinieri scoprono 60 truffatori. Da restituire 350mila euro.

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GENOVA</span>, 16 <span class="caps">LUG</span> – Vive in uno dei quartieri più<br /> lussuosi di Genova, Albaro, veste griffato, frequenta locali<br /> costosi, quando può sale sullo yacht di amici, ma ha chiesto e<br /> ottenuto il reddito di cittadinanza. La truffa alle istituzioni<br /> le è costata una denuncia da parte dei carabinieri e ora dovrà<br /> restituire quanto ricevuto illecitamente. Lo hanno rivelato i<br /> carabinieri della Compagnia di Genova – San Martino che dopo una<br /> serie di controlli hanno denunciato in stato di libertà 60<br /> persone, italiane e straniere, residenti a Genova e provincia,<br /> per indebita percezione del Reddito di Cittadinanza e truffa<br /> aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le<br /> indagini, sviluppatesi attraverso l’incrocio dei dati delle<br /> Banche Dati in uso alle Forze di Polizia, attività di<br /> osservazione, pedinamento e monitoraggio dei profili social,<br /> hanno consentito di accertare numerose irregolarità. In<br /> particolare sono emerse le “modalità elusive” più ricorrenti:<br /> residenze fittizie, composizioni dei nuclei familiari<br /> modificate, mancata comunicazione della sottoposizione ad una<br /> misura cautelare, l’omissione dei redditi percepiti e la falsa<br /> attestazione di aver risieduto nel territorio italiano. Inoltre, dal monitoraggio della rete internet e dei social<br /> network, è stato possibile individuare il profilo pubblico di<br /> uno degli indagati, una donna 40enne, residente in un<br /> appartamento del noto quartiere genovese di Albaro e<br /> beneficiaria di un sussidio mensile di 500 euro, il cui elevato<br /> tenore di vita – testimoniato dalla disponibilità di borse ed<br /> abiti griffati, auto di lusso nonché dalla frequentazione di<br /> locali della movida genovese, costosi ristoranti e yacht – è<br /> risultato assolutamente incompatibile con la fruizione della<br /> misura di welfare a sostegno delle fasce più indigenti della<br /> popolazione. Sono stati tutti segnalati all’Inps per l’immediata<br /> revoca del beneficio, con efficacia retroattiva, e sono state<br /> avviate le necessarie procedure di restituzione di quanto<br /> illecitamente percepito, che si stima si aggiri complessivamente<br /> sui 350.000 euro. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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