L'Ue in cerca di un fronte unito sull'embargo al petrolio russo

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Di Giulia Avataneo
L'Alto rappresentante per la Politica estera di Bruxelles, Josep Borrell
L'Alto rappresentante per la Politica estera di Bruxelles, Josep Borrell   -   Diritti d'autore  Olivier Matthys/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Un accordo tra i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell'Unione Europea sull'embargo al petrolio russo non è affatto scontato. L'ostacolo principale al sesto pacchetto di sanzioni di Bruxelles è l'Ungheria del primo ministro Viktor Orban, che ha parlato di "bomba atomica" per l'economia ungherese.

Budapest ha già ottenuto un'esenzione fino al 2024 per l'introduzione delle misure, ma Orban rimane arroccato sul veto.

"Ne discuteremo e faremo del nostro meglio per sbloccare la situazione - ha detto Josep Borrel, Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue - Non posso assicurare che questo accadrà perché le posizioni sono piuttosto solide, ma se ci sforzeremo di comprendere la situazione particolare in cui si trovano alcuni Stati membri potremo presentare un fronte unito contro la Russia, e avremo successo".

"Ostaggi di Budapest"

Il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha sottolineato l'importanza di questa giornata:

"Oggi dobbiamo decidere come essere ricordati: un'Unione Europea che è riuscita ad andare avanti e a mandare un messaggio molto chiaro alla Russia. Oppure bloccata. Purtroppo in questo momento l'intera Unione è tenuta in ostaggio da uno Stato membro".

I 27 discutono da dieci giorni, senza trovare un compromesso sulla proposta della Commissione europea di un embargo sul petrolio russo; alcuni Paesi senza sbocco sul mare e molto dipendenti dalla Russia, come l'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, reclamano esenzioni e fondi per riconvertire i propri impianti.

L'appello di Kiev

In missione a Bruxelles è anche il ministro degli Esteri ucraino, Dmitro Kuleba. "iIl sesto pacchetto di sanzioni Ue alla Russia che deve includere un embargo al petrolio - scrive su Twitter. "Mi concentrerò anche sulla fornitura di altre armi e la concessione all'Ucraina dello status di candidato Ue. Crediamo che l'Ucraina meriti una valutazione individuale e basata sul merito", ha aggiunto.

Parlando a Radio 24, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans si è detto ottimista sulla possibilità di trovare un accordo. "Dobbiamo trovare delle alternative per l'Ungheria - ha osservato - e dimostrare solidarietà a livello europeo".