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Imponeva latticini ai caseifici, condannato figlio di "sandokan"

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Di ANSA
Associazione mafiosa e concorrenza illecita: 7 anni al pentito
Associazione mafiosa e concorrenza illecita: 7 anni al pentito

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">NAPOLI</span>, 13 <span class="caps">APR</span> – Il gup di Napoli Ivana Salvatore ha<br /> condannato a sette anni di reclusione, riconoscendo l’attenuante<br /> riservata ai collaboratori di giustizia, Walter Schiavone,<br /> secondogenito del capo del clan dei Casalesi Francesco<br /> Schiavone, detto Sandokan, al termine del processo, celebrato<br /> con rito abbreviato, sull’imposizione dei prodotti ai caseifici<br /> delle province di Napoli e Caserta.<br /> Il giudice ha condannato, invece, a 12 anni e 8 mesi di carcere<br /> gli imputati Armando Diana e Antonio Bianco e a 2 anni e 8 mesi<br /> Nicola Baldascino. <br /> Schiavone, Bianco e Diana, sono stati ritenuti colpevoli di<br /> associazione camorristica e concorrenza illecita. Solo per<br /> quest’ultimo reato è stato invece condannato Baldascino.<br /> Nel corso del processo Walter Schiavone (difeso dall’avvocato<br /> Domenico Esposito) ha ammesso di aver avviato il business delle<br /> mozzarelle all’inizio degli anni duemila, con l’altro esponente<br /> del clan Roberto Vargas (collaboratore di giustizia). Schiavone<br /> jr ha anche raccontato di aver incontrato un altro rampollo del<br /> clan, quel Filippo Capaldo nipote del “superboss” Michele<br /> Zagaria che per la Dda avrebbe controllato attraverso<br /> imprenditori collusi numerosi supermercati. Schiavone jr voleva<br /> piazzare i propri prodotti caseari in un esercizio commerciale<br /> che faceva capo a Capaldo così i due giovani boss si<br /> incontrarono varie volte, e la questione si risolse.<br /> Schiavone e i suoi complici, sfruttando il nome del clan,<br /> acquistavano latticini a prezzi bassi (talvolta neppure li<br /> pagavano) dai caseifici, in particolare della penisola<br /> sorrentina, per imporli alle ditte del settore tra Caserta e<br /> Napoli. Del collegio difensivo hanno fatto parte anche gli<br /> avvocati Giuseppe Stellato, Ferdinando Letizia e Romolo Vignola.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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