Gdf Jesi smantella rete web vendita prodotti lusso falsi

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Di ANSA
Su social beni 'no logo' poi messaggistica per acquisti da Cina
Su social beni 'no logo' poi messaggistica per acquisti da Cina

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ANCONA</span>, 09 <span class="caps">APR</span> – Con un’operazione<br /> anti-contraffazione denominata “Fake shopping” la Compagnia<br /> della Guardia di Finanza di Jesi (Ancona) ha smantellato una<br /> rete di vendita abbigliamento e accessori di lusso, prodotti<br /> contraffatti che venivano commercializzati da soggetti che<br /> usavano il social Instagram. Sette persone denunciate per il<br /> reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci,<br /> 1.400 clienti sanzionati e sequestri di prodotti con loghi falsi<br /> che riproducevano beni delle più note griffe, compresi nel<br /> ‘menu’ offerto, tra Louis Vuitton, Gucci, Chanel, Christian<br /> Dior, Hermes, Alexander McQueen, Dolce & Gabbana, Valentino,<br /> Stella McCartney, Christian Louboutin, Yves Saint Laurent. Per<br /> tentare di eludere i controlli delle autorità, in una prima fase<br /> sulla piattaforma social venivano inseriti link dedicati che<br /> pubblicizzavano prodotti analoghi a quelli delle grandi firme ma<br /> privi di marchio e senza indicazione del prezzo. I potenziali clienti, dopo aver visonato su canali Instagram<br /> i prodotti privi di marchio, avevano contatti con i venditori<br /> tramite messaggistica Instagram e<br /> Whatsapp, durante i quali venivano svelati la vera natura dei<br /> prodotti contraffatti e i prezzi di gran lunga inferiori agli<br /> originali. Scelto il prodotto, il cliente procedeva al pagamento<br /> anticipato, prevalentemente con accredito su carte Postepay<br /> (ricarica o di bonifico); poi la consegna con corriere espresso<br /> con spedizione dall’Estremo Oriente. Le indagini, coordinate<br /> dalla procura di Ancona, hanno permesso inizialmente di<br /> individuare un’abitazione nel Comune di Cupramontana (Ancona),<br /> dove una 27enne, non occupata e convivente con i genitori, aveva<br /> costituito la base delle proprie attività illecite: sequestrati<br /> uno smartphone, due hard disk contenenti migliaia di file<br /> relativi alle vendite illecite e un’agenda coni dati degli<br /> ordini. Ricostruita anche la posizione di altri appartenenti<br /> della rete di vendita in altri Comuni ubicati anche fuori della<br /> provincia di Ancona (Macerata, Palermo e Barletta-Andria-Trani):<br /> queste persone erano deputate a intrattenere i contatti con i<br /> fornitori dei prodotti, ubicati in Cina, Paese dal quale<br /> partivano le spedizioni della merce recapitate al domicilio<br /> dell’acquirente. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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