Ucraina: i volontari italiani al confine per portare aiuti

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Di ANSA
Terzo settore si "riconverte" e va a prendere i profughi in fuga
Terzo settore si "riconverte" e va a prendere i profughi in fuga

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ROMA</span>, 02 <span class="caps">APR</span> – Portano cibo e coperte ai tanti,<br /> troppi senzatetto di Roma; offrono prima accoglienza e<br /> assistenza legale al flusso umano di migranti che dopo aver<br /> attraversato il Mediterraneo arriva nella capitale e poi fa<br /> rotta nel resto d’Europa. Realtà radicate sul territorio, che<br /> allo scoppiare della guerra hanno però deciso di partire per<br /> dare aiuto agli ucraini in fuga. Le associazioni di volontariato<br /> romane si sono così “riconvertite”: hanno raccolto fondi,<br /> noleggiato mezzi di trasporto, guidato verso il confine ucraino<br /> per consegnare beni di prima necessità, e tornare indietro con<br /> donne e i bambini diretti in Italia. Romamor è nata nel 2006, prepara pasti per i clochard e gli<br /> indigenti nelle stazioni romane. Quando la Russia ha invaso<br /> l’Ucraina, ha lanciato una raccolta fondi per i profughi, ha<br /> riempito un pulmino di cibo, vestiti, medicine e ha viaggiato<br /> per 20 ore fino a Medyka, un paese polacco al confine con<br /> l’Ucraina. Lì ha incontrato gli occhi impauriti e vigili delle<br /> donne ucraine, gli sguardi spaesati dei loro figli. “Quelle<br /> donne erano terrorizzate: superare la frontiera e non sapere<br /> dove andare, a chi affidarti, genera un grande sconforto”,<br /> spiega il presidente di Romamor Elio Mattei. Nel suo pulmino<br /> hanno trovato posto tre donne con tre bambini, due cani e un<br /> gatto. “Tutte avevano amici e familiari in Italia; la loro<br /> tensione s‘è sciolta solo quando sono riuscite a<br /> riabbracciarli”. Baobab Experience opera dal 2005 e finora ha dato supporto a<br /> 95mila migranti in transito. “Siamo partiti con un convoglio di<br /> tre mezzi per la Moldavia: è il Paese più povero d’Europa e il<br /> più dimenticato dagli aiuti umanitari”, spiega la portavoce<br /> Alice Basiglini. “In Moldavia a oggi non c‘è un profugo escluso<br /> dall’accoglienza”, anche se “i centri destinati ai cittadini<br /> ucraini sono decisamente più accoglienti dei centri che ospitano<br /> profughi dell’Ucraina originari di altre nazioni”, sottolinea<br /> Alice. L’associazione ha comprato biancheria e latte in polvere<br /> per settemila bambini, cibo e vestiti per duemila donne e<br /> anziani. Stamattina è rientrata a Roma portando con sé diverse<br /> donne e minori in fuga. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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