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Caporalato: operazione Cc,15 arresti e sigilli a 10 aziende

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Di ANSA
Sottoposte a controllo giudiziario 4 aziende,sequestri per 3 mln
Sottoposte a controllo giudiziario 4 aziende,sequestri per 3 mln

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CASTROVILLARI</span>, 31 <span class="caps">MAR</span> – Quindici persone, di cui 6<br /> in carcere e nove ai domiciliari, sono state arrestate tra<br /> Calabria e Basilicata nell’ambito di un’operazione contro il<br /> caporalato e lo sfruttamento del lavoro condotta dai carabinieri<br /> del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e del Comando<br /> Tutela per il lavoro di Cosenza, con il supporto dei militari<br /> dei Comandi provinciali di Crotone e Matera e il coordinamento<br /> della Procura di Castrovillari. Le accuse a vario titolo sono<br /> intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, minaccia ed<br /> estorsione. Disposto il sequestro preventivo dei beni e delle<br /> quote aziendali di 10 imprese operanti nel settore agricolo<br /> (quattro persone giuridiche e sei imprese individuali): quattro<br /> in provincia di Cosenza, cinque in provincia di Crotone e una in<br /> provincia di Matera. Sigilli anche a cinque veicoli che<br /> sarebbero stati utilizzati dai caporali per il trasporto dei<br /> lavoratori in nero. Il valore totale dei beni sequestrati è<br /> stato stimato in circa 15 milioni di euro. L’inchiesta è scaturita da un’indagine dei carabinieri di<br /> Mirto Crosia, e ha permesso di portare alla luce il fenomeno<br /> dell’impiego di lavoratori in condizioni illecite da parte di<br /> aziende dislocate in Calabria (tra cosentino e crotonese) e in<br /> Basilicata (materano). Gli investigatori hanno preso in esame la<br /> condotta degli indagati nell’arco del periodo 2018-2021<br /> attraverso le denunce delle vittime, accertando il ricorso a<br /> minacce, anche di morte e atti di violenza. Il tutto per<br /> costringere i lavoratori di varie nazionalità (gambiana,<br /> nigeriana, romena), ad accettare retribuzioni dai 15 ai 30 euro<br /> al giorno a fronte di oltre 12 ore di lavoro. Le indagini,<br /> secondo quanto emerso, hanno consentito di provare le<br /> responsabilità penali degli arrestati in ordine a ripetute<br /> violazioni della normativa a tutela dei lavoratori in materia di<br /> igiene e sicurezza, orario di lavoro e riposi: in un caso un<br /> sarebbe stata negata assistenza ad un lavoratore che si era<br /> stirato una gamba dopo aver caricato oltre 630 cassette di<br /> pomodoro. Inoltre sarebbe stato documentato come i caporali<br /> esigevano la restituzione di parte dello stipendio o come<br /> istruivano i lavoratori nel caso di un eventuale controllo di<br /> polizia. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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