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Ucraina: Alina,16 anni, per me niente divisa, voglio solo pace

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Di ANSA
Figlia di militari rimasti a combattere, in Italia con amici
Figlia di militari rimasti a combattere, in Italia con amici

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">TREIA</span>, 16 <span class="caps">MAR</span> – “Dopo questa guerra non voglio più<br /> saperne nulla della scuola militare e spero che anche mamma e<br /> papà un giorno possano lasciare l’Esercito. Voglio solo pace”: a<br /> dirlo all’<span class="caps">ANSA</span> è Alina (il nome è di fantasia), una ragazza di<br /> appena 16 anni con una ciocca di capelli bionda e gli occhi<br /> pieni di lacrime che, dopo essere scappata dall’Ucraina, ha<br /> trovato rifugio a Treia, nelle Marche. I suoi genitori sono militari e stanno combattendo contro i<br /> russi, la mamma l’ha affidata a un’amica in fuga con i suoi due<br /> figli gemelli e le ha detto: “Portala via con te, salva mia<br /> figlia”. “Con mamma riusciamo a sentirci tutti i giorni – racconta la ragazza -. Papà invece sta combattendo in un posto<br /> dove le linee internet spesso non funzionano e sono alcuni<br /> giorni che non lo sento”. Sembra più grande dell’età che ha, ma<br /> nei suoi occhi si legge tutto il dolore che sta vivendo.<br /> “Studiavo psicologia alla scuola militare – racconta ancora – Da<br /> grande voglio ancora fare la psicologa, ma niente divisa”. A Treia, un piccolo borgo del Maceratese, da alcuni giorni<br /> Alina, assieme agli altri due ragazzi fuggiti con lei, sta<br /> frequentando l’Istituto Commerciale. Un modo per cercare di<br /> integrarsi con la realtà locale, più che per maturare un<br /> percorso di studi. Anche perché Alina sogna di tornare quanto<br /> prima a Kiev, dove ha lasciato anche il suo ragazzo, Maxim, di<br /> due anni più grande di lei: “Quando sarà tutto finito – dice la<br /> giovane – tornerò in Ucraina e lo andrò a cercare per<br /> abbracciarlo”. Le lacrime le solcano il viso, il pensiero è fisso ai suoi<br /> genitori e a tutto ciò che ha dovuto lasciare. E quando le si<br /> chiede come immagina il suo futuro, fa fatica a rispondere:<br /> “Sicuramente in Ucraina, ma chissà quando”. “Anche perché non<br /> sappiamo nemmeno se troveremo ancora le nostre case”,<br /> intervengono a bassa voce gli altri due giovani arrivati a Treia<br /> con lei. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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