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Adolescente disabile cacciato da un volo Emirates nonostante regolare certificato medico

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Adolescente disabile cacciato da un volo Emirates nonostante regolare certificato medico

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Un adolescente disabile e la sua famiglia sono stati costretti a scendere da un volo Emirates, mercoledì 25 luglio, perché il ragazzo soffre di epilessia. Questo nonostante avesse già ottenuto l'autorizzazione al volo da parte di un medico.

Eli, figlio della giornalista di euronews Isabelle Kumar, era in viaggio con la sua famiglia da Dubai verso la Francia, tappa finale di un lungo viaggio che li ha visti partire dalla Nuova Zelanda. Durante lo scalo, il personale ha chiesto di vedere un certificato medico.

"Abbiamo detto ad Emirates, in ogni fase, che Eli soffriva di epilessia (e autismo), ma quando abbiamo chiesto di metterlo in un posto con accanto un seggiolino vacante, nel caso in cui avesse avuto un attacco, improvvisamente hanno voluto vedere il certificato medico", ha spiegato Kumar.

Lei ha presentato il certificato medico richiesto, chiamando il medico di famiglia in Francia per confermare che Eli fosse in grado di volare, ma gli assistenti di volo hanno rifiutato di parlare con il medico e hanno detto che avrebbe dovuto fornirlo al personale di terra.

Alla famiglia è stato quindi ordinato di lasciare l'aereo.

"Abbiamo trovato la mancanza di umanità davvero scioccante. Il personale si è trovato di fronte un ragazzo con gravi disabilità ma ha minacciato di chiamare la polizia se fossimo scesi. Questo nonostante i nostri bagagli fossero ancora a bordo", ha aggiunto la giornalista. "Avevano ogni possibilità di scegliere di non essere così intransigenti".

Dopo lo sbarco, il personale della compagnia aerea ha riconosciuto che effettivamente Eli era idoneo al volo ma non ha permesso alla famiglia di imbarcarsi nuovamente a bordo. Kumar riferisce che l'incidente ha sconvolto e imbarazzato i propri figli.

"Eli è molto angosciato, non riesce a capire cosa stia succedendo... I miei gemelli erano in lacrime, si sentivano umiliati", ha detto dopo l'incidente.

Dopo ore di confusione all'aeroporto, Kumar ha raccontato che la compagnia ha trovato una soluzione, ovvero quella di far viaggiare la famiglia su un volo per Ginevra in partenza giovedì.

Ma l'incidente li ha lasciati "demoralizzati ed esausti".

"Quando hai un bambino con disabilità affronti sfide infinite ed essere trattati con rispetto sarebbe di grande aiuto. Tuttavia non ci arrendiamo mai e questo non ci impedirà di continuare a viaggiare tutti insieme, come una famiglia. Ci penserò due volte prima di viaggiare ancora con Emirates", ha concluso Kumar.

Un portavoce della compagnia ha detto a euronews che l'azienda era "molto dispiacituta per il disagio arrecato alla sig.a Kumar e alla sua famiglia. Queste situazioni sono difficili da valutare per il personale operativo che ha scelto di agire nell'interesse della sicurezza dei nostri passeggeri e su consiglio del nostro team medico. Il nostro servizio clienti è stato in contatto con la famiglia, e abbiamo offerto loro un soggiorno gratuito in hotel durante il transito, riprenotandoli su un altro volo in partenza il 26 luglio".