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Ungheria: approvata la legge "Stop Soros"

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Ungheria: approvata la legge "Stop Soros"

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Il Parlamento di Budapest ha approvato la legge proposta dal governo-Orbán che va a colpire le attività filantropiche del magnate americano di origine ungherese George Soros.

Prima è passato il settimo emendamento alla legge, poi è stata approvata tutta la legge definita "Stop Soros" con un risultato schiacciante in Parlamento: 160 voti favorevoli e 18 contrari.

Tra i provvedimenti, la "tassa speciale immigrazione" del 25% sui finanziamenti stranieri ricevuti dalle ONG (organizzazioni non governative).

La legge prevede addirittura pene detentive per individui o gruppi che aiuteranno i migranti che non hanno diritto ad essere sul territorio ungherese a presentare richieste di asilo o fornendo aiuti illegali per la loro permanenza in Ungheria.

Il primo ministro ViktorOrbán mantiene cos`ì la promessa fatta agli elettori del partito Fidesz in campagna elettorale.

Orbán, del resto, è stato rieletto in aprile con una netta maggioranza, dopo una campagna denigratoria nei confronti del miliardario americano di origine magiara George Soros e delle sue attività benefiche, in particolare a favore delle ONG che aiutano i migranti a raggiungere l'Europa.

Orbán accusa Soros di incoraggiare l'immigrazione per indebolire l'Europa, un'accusa che Soros nega da sempre.

La reazione del Comitato di Helsinki

Decisa la reazione del Comitato di Helsinki per i diritti umani, un'organizzazione non governativa che esiste in molti paesi europei ed asiatici, volta alla promozione dei diritti umani. Interviene Márta Pardavi, vice-presidente ungherese del Comitato.

"Nel giorno del World Refugee Day il governo ungherese sta improvvisamente dalla parte dei persecutori, invece di offrire protezione ai perseguitati".

Vertice del gruppo di Visegrad

Minivertice dei leader dei Paesi di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia) e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz giovedi 21 giugno a Budapest sul dossier migrazione e asilo.

Lo ha annunciato Bertalan Havasi, capo ufficio stampa del premier ungherese Orbán e lo confermano fonti diplomatiche a Bruxelles.

Fin dalla crisi dell'estate 2015, il governo-Orbán è stato uno dei più strenui oppositori delle quote-migranti da distribuire tra i vari paesi dell'Unione Europea.

L'approvazione della legge "Stop Soros" era stata, di fatto, anticipata ieri dalle dichiarazioni dei ministri Gulyas Gergely e Peter Szijjrto, come riportato dal report di Euronews.

Ungheria favorevole agli "hotspot"

Di “hotspot” si parlava già nella cosiddetta “Agenda per la migrazione”, un documento della Commissione europea pubblicato nel maggio 2015.

Gli "hotspot" sono strutture allestite per identificare rapidamente, registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti, e che potrebbero essere create per sostenere i paesi più esposti ai nuovi arrivi (quindi Italia e Grecia, ma anche Ungheria, per esempio).
I migranti saranno trattenuti negli “hotspot” (che in molti casi potrebbero in centri già esistenti e attrezzati) fino alla conclusione di tutte le operazioni di identificazione.

Secondo l'Ungheria, questi "hotspot" non dovrebbero essere situati all'interno dell'Unione Europea, ma direttamente in Africa o nelle altre zone interessate al fenomeno della migrazione.