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L'industria siderurgica europea unita contro Trump

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L'industria siderurgica europea unita contro Trump

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Tutti contro Trump: sindacati e rappresentanti europei del settore siderurgico riuniti a Bruxelles lunedì hanno presentato un fronte comune contro i dazi varati dal presidente americano sull’importazione di acciaio e alluminio, dal quale finora solo Australia, Canada e Messico sono stati graziati. Presente anche il ministro francese delle finanze, che ha sottolineato la necessità per l'Europa di fare squadra.

"Qualunque sia la soluzione, deve essere globale - ha affermato Bruno Le Maire- nulla sarebbe peggio per l'Europa che dare la sensazione agli Stati Uniti che ogni stato europeo è pronto a negoziare con loro per difendere i propri interessi personali a discapito dell'interesse europeo comune".

Piuttosto che misure di ritorsione, l'industria siderurgica spera che la Commissione europea intraprenda delle azioni per contrastare la sovraccapacità produttiva nel settore dell'acciaio, come spiega il direttore generale di Eurofer, Axel Eggert. "Quello che ci aspettiamo dall'Unione europea ovviamente è che agisca molto rapidamente nelle prossime settimane per attuare misure di salvaguardia, al fine di mettere al sicuro migliaia di posti di lavoro".

C'è il rischio che l’acciaio globale deviato dalle importazioni destinate agli Stati Uniti venga ridiretto in Europa, che nel 2017 ne aveva già importati 40 milioni di tonnellate. In questo modo potrebbero essere introdotti ulteriori 13 milioni di tonnellate, con effetti devastanti sul mercato europeo.

L’effetto che la risposta europea potrebbe scatenare nei rapporti economici con Washington è imprevedibile. La preoccupazione tra gli attori economici è che una escalation della situazione possa portare ad uno scontro anche in altri settori produttivi.