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Sipario sulla Berlinale

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Con un Bill Murray in transito sul tappeto rosso della Berlinale si è chiuso il festival cinematografico più noto della Mitteleuropa. In pista oltre 400 film di cui 19 in competizione internazionale per aggiudicarsi l'Orso d'oro, il massimo riconoscimento. La giuria l'ha presieduta il regista tedesco Tom Tykwer.

Ecco una sintesi del medagliere dell'edizione 2018 e le sue amenità.

Wes Anderson e Bill Murray alla batteria in serata d'apertura. Jeff Goldblum, Tilda Swinton e Bryan Cranston fra le grandi star di Hollywood. E poi gli europei Robert Pattinson, Isabelle Hupert e il musicista britannico Ed Sheeran come elementi decorativi.

L'americano Willelm Dafoe ha avuto un premio alla carriera.

La regista rumena Adina Pintilie è la vincitrice dell'Orso d'oro col film «Touch Me Not» che ottiene anche il rinconoscimento per la migliore opera prima.

Pintilie ha girato con attori professionisti e dilettanti che si sono impegnati nell'esplorare i limiti delle esperienze sensoriali e sessuali. Per la regista il film è un invito rivolto allo spettatore a dilatare la sua prospettiva dell'intimità, la bellezza, sul modo in cui le persone possono incontarsi fra loro e abbracciare l'altro, il diverso da te.

Il giovane esordiente francese Anthony Bajon ha vinto come migliore attore per «La prière» di Cédric Kahn, la storia di un tossicodipendente in cerca di redenzione.

Migliore attrice di Berlino 2018 è la paraguegna Anna Brun interprete in «Las Herederas» di una lesbica già anziana che deve prendere in mano la sua vita perchè la sua compagna finisce in prigione.

«Las Herederas» di Marcelo Martinessi ha vinto anche la coppa Fipresci e l'Orso d'argento per la cinematografia.

L’Orso d’argento come migliore regista va a Wes Anderson per il suo interessante «Isle of Dogs» film d'animazione in cui Bill Murray da la voce a un cane......

L’Orso d’argento Gran Premio della Giuria finisce nelle mani della polacca Malgorzata Szumowska per il suo «Twarz» (Mug).

La pellicola racconta di un giovane uomo che deve affrontare un trapianto dopo aver scontato un gravissimo incidente sul lavoro, un doppio trauma lo trasforma in un estraneo agli altri e a se stesso.

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