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Centeno: "Il Portogallo ha interpretato a modo suo le regole europee e ora è il 'cocco' d'Europa"

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Centeno: "Il Portogallo ha interpretato a modo suo le regole europee e ora è il 'cocco' d'Europa"

Centeno: "Il Portogallo ha interpretato a modo suo le regole europee e ora è il 'cocco' d'Europa"
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Nell’ultima puntata di The Global Conversation, abbiamo ospitato Mário Centeno. Il ministro delle finanze portoghese è diventato famoso per aver aiutato la trasformazione di un Paese da brutto anatroccolo sotto l’esame della troika a cigno con uno dei più alti tassi di crescita dell’Unione europea.
Dal 13 gennaio Centeno è presidente dell’eurogruppo con la promessa di cercare consenso per riformare l’eurozona. La giornalista di euronews Isabel Marques Da Silva lo ha intervistato.

L’esempio del Portogallo e la nuova narrativa di un’austerità meno restrittiva sono qualcosa di già acquisito o sarà necessario fare ancora grandi sforzi per convincere i Paesei più ortodossi come Olanda, Finlandia, Germania?

Centeno: “Il Portogallo è un successo in Europa, è soprannominato il ‘cocco dell’Europa’. La forte crescita, la riduzione della disoccupazione per cui siamo leader in Europa… Il Portogallo si è sempre impegnato a rispettare le norme con una differente interpretazione dei modi in cui queste regole potevano essere applicate. Questa è stata una novità che ha ancor di più attirato l’attenzione sul nostro esempio”.

Come presidente dell’Eurogruppo ha parlato molto delle elezioni in Francia nei Paesi Bassi. Ora la situazione in Germania è ancora irrisolta. Nel governo di coalizione tra CDU e SPD il ministero delle finanze potrebbe andare a Olaf Scholz, del partito di centro sinistra SPD; crede che questo possa aiutare a imporre una nuova visione con meno austerity? Una visione incoraggiata anche dal presidente francese Macron che auspica una maggiore solidarietà europea e maggiori investimenti pubblici?

Centeno: “Abbiamo lavorato in modo molto costruttivo con il governo tedesco da quando sono il presidente dell’Eurogruppo. La ripresa del processo per il completamento dell’unione bancaria è molto importante, sta traendo vantaggio dall’eccellente momento economico che tutti i Paesi europei vivono e trae beneficio anche del ciclo politico a cui lei si riferiva. Non credo che ci saranno dubbi sui compromessi che la Germania continuerà ad apportare nell’ambito di questo processo, in questa nuova fase”.

Parliamo quindi della riforma della zona euro, che ha due priorità molto chiare: completare l’unione bancaria e riformare il meccanismo europeo di stabilità. Nella questione delle banche, i Paesi sono realmente disposti a condividere i rischi e creare un’assicurazione europea sui depositi, in modo che in caso di nuova crisi i contribuenti siano più protetti?

Centeno: “Questa riforma è molto importante per garantire a tutti i cittadini europei che, in caso di prossima crisi, il sistema finanziario europeo sia preparato, sia meglio equipaggiato e più robusto. Perciò è necessario completare l’unione bancaria assicurandoci di avere tutti i mezzi, tutti gli strumenti necessari. Per vivere in un unione – e lo vediamo nella nostra vita quotidiana – è sempre necessario rafforzare i vincoli di fiducia e le garanzie reciproche che vengono date, in ogni momento. Penso che l’importante sia generare un consenso attorno alle istituzioni e alle soluzioni che rispondono ai desideri e alle ansie che tutti abbiamo in Europa al momento”.

La verità è che le piccole e medie imprese, i cittadini continuano a lamentarsi della mancanza di traduzione di tutto ciò nell’economia reale; come avere più credito per gli imprenditori, migliorare la qualità della vita, creare posti di lavoro…

Centeno: “Ad esempio, darò un indicatore del Portogallo, ma questo è replicato in altri Paesi europei. Le piccole e medie imprese in Portogallo hanno attualmente un deficit di finanziamento, rispetto a imprese dello stesso genere, che è il più basso dall’inizio del secolo. Questo significa che abbiamo recuperato molto rispetto ai traumi che abbiamo sofferto durante la crisi. Ora, in Portogallo, le piccole e medie imprese e i buoni progetti di investimento sono finanziati, a breve termine, a tassi inferiori all’1%”.

Volevo arrivare al caso della Grecia, perché è un Paese in cui la situazione è ancora molto difficile, dove si deve ancora voltare pagina per chiudere questo capitolo. Pierre Moscovici è molto ottimista, anche il presidente dell’Eurogruppo sembra esserlo. La Grecia sarà in grado di terminare il suo programma di salvataggio in estate?

Centeno: “È una scommessa che è stata fatta e che avrà successo. Sicuramente continueremo ad essere ottimisti nei prossimi mesi. Ciò che è più importante in questo momento è attribuire al governo greco, alle autorità e alla società greca, il senso di proprietà rispetto al loro futuro. E poi lo stesso – e do grande importanza a questa questione – durante l’intera transizione tra cicli politici ed elettorali in Grecia. È molto importante che i prossimi governi mantengano la sensazione di essere titolari dell’intero processo; perché è un processo molto difficile”.

Vorrei parlare ora del bilancio. La Commissione europea presenterà proposte per il bilancio dell’UE dal 2020 al 2026, quando il Regno Unito non sarà più un importante contributore. Il governo portoghese ha proposto tre nuove tasse europee: nel settore energetico, per le aziende che inquinano molto, nelle transazioni finanziarie internazionali e nelle piattaforme digitali. Pensi che queste idee, già fortemente supportate da altri Paesi del sud, saranno di interesse per altri partner europei, al fine di creare nuovi capitali?

Centeno: “Il sostegno a questo tipo di finanziamento ha perfettamente senso nel contesto del bilancio europeo. Se gli europei si sentiranno più vicini alle questioni relative al modo in cui i bilanci sono finanziati e avranno una migliore comprensione di queste fonti di finanziamento, ciò sicuramente migliorerà la più grande sfida dell’Europa: avvicinare i cittadini al progetto europeo. Il nesso causa-effetto sarà più visibile e più facile da capire. Ci sono nuove sfide in Europa oggi: sicurezza, difesa, migrazione, i problemi demografici…le affrontiamo in Europa, sono trasversali a quasi tutte le società e tutti i Paesi e in molti casi possono essere affrontate meglio a livello europeo”.

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