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Brexit: per Farage nei negoziati non si parla abbastanza di immigrazione e commercio

L'ex leader Ukip ha incontrato a Bruxelles il negoziatore capo dell'Ue Michel Barnier

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Brexit: per Farage nei negoziati non si parla abbastanza di immigrazione e commercio

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È nella veste di portavoce degli oltre 17 milioni di sostenitori della Brexit che l’ex leader Ukip Nigel Farage ha incontrato il negoziatore capo dell’Unione europea Michel Barnier.

Farage è critico dei negoziati, secondo lui non rispettano il volere degli elettori: “Qualunque cosa il governo abbia fatto nei negoziati, non ho sentito una parola sull’immigrazione o sui controlli alle frontiere. Sembra che la stima più ottimistica sia che ci vorranno almeno sei anni dal voto prima che si possa fare qualcosa rispetto alla porta aperta che abbiamo sull’Unione europea”.

Quando Farage ha chiesto ai suoi follower di inviare domande per Barnier, sono arrivate anche le critiche di chi non lo ritiene all’altezza del compito.


La Commissione europea si è però detta aperta a discutere con chiunque.

“Michel Barnier e il presidente Juncker – ha detto il portavoce Margaritis Schinas – hanno sempre dato la loro disponibilità a incontrare membri del Parlamento europeo e altre parti interessate al processo negoziale”.

Oltre all’immigrazione, l’altro tema che sta a cuore a Farage sono le future relazioni commerciali. Un argomento su cui però, dice, Barnier non gli ha dato molte speranze: “Per quanto riguarda un futuro accordo commerciale, Barnier è ben felice di fare qualcosa quando si parla delle merci, e perché non dovrebbe esserlo, visto che l’Europa ci vende più di quanto noi vendiamo a loro? Ma quando si parla di servizi e di servizi finanziari, c‘è una profonda riluttanza”.

Conclude il nostro corrispondente da Bruxelles Damon Embling: “Quanto Nigel Farage abbia effettivamente ottenuto in un incontro di mezz’ora qui a Bruxelles è tutto da vedere. Quel che è certo è che resta una figura controversa, con il voto pro-Brexit che ha ottenuto una vittoria così risicata, e con tutti i colpi di scena che abbiamo visto nei negoziati finora. Una situazione che non è destinata a stabilizzarsi con il prossimo ciclo di colloqui – sul commercio – che si terranno nei prossimi mesi”.