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Vittorio Emanuele III? "Alla sbarra"

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Vittorio Emanuele III? "Alla sbarra"

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Il rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III, il re più controverso, che aprì la porta al regime fascista, firmò le leggi razziali e porto l'Italia in due guerre mondiali, ha suscitato le proteste della comunità ebraica italiana. Abbiamo intervistato Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane.

"La questione qui è ricordare quello che è avvenuto non solo nel 1938 ma ancora prima dall'inizio della presenza del fascismo, la marcia su Roma, il percorso che è stato fatto di scelte e di presenze nelle varie guerre, nelle varie conquiste", sostiene Noemi Disegni. "Non voglio elencare tutto ma era per affinare il punto di vista più italiano che non prettamente laico di questa vicenda, soprattutto nel 1943, nel settembre del '43 quando il re prende e fugge, lascia l'Italia nelle mani dei nazisti, questa è una ferita per tutta l'Italia, queste cose non possono essere dimenticate, non possono essere sepolte insieme a lui e una volta che ha lasciato e tradito l'Italia, come si può pensare di farlo rientrare e creare un luogo di affetto e di rispetto per una persona che ha tradito così?"

Ma il fatto che queste traslazioni siano state fatte un po' alla chetichella con un annuncio lampo secondo lei cosa significa? "Significa proprio la piena consapevolezza di quanto il tema fosse estremamente delicato. Alla vigilia dell'ottantesimo anno dalla firme delle leggi razziali o razziste, anche il settantesimo anno dalla costituzione italiana, repubblicana, questo è veramente incredibile, un re che non è stato mai processato così come altri esponenti di tutto quel periodo e della vicenda degli anni della guerra, noi ci dobbiamo concentrare in questo periodo a capire quali sono i valori, cosa è stato fatto, quali responsabilità sono state fatte valere e invece ci ritroviamo ad assistere a cerimonie con picchetti d'onore, con famiglie emozionate con momenti di grande (almeno dalle immagini televisive) di grande rispetto".

Voi pensate a delle iniziative in relazione appunto a questo colpo di teatro?
"Ma noi abbiamo proprio in programma una serie di eventi per il 2018 che è questo anniversario importante; tra queste iniziative avevamo in programma e si farà a gennaio proprio il processo, quindi visto che non è stata l'Italia a farlo lo insceneremo in teatro, un processo proprio a questo tema alle responsabilità del re ma non solo del re ma a tutte le istituzioni che allora furono coinvolte anche nel preparare ovviamente il terreno queste leggi non cadono dal nulla arrivano ovviamente dopo una preparazione molto profonda con tutta la propaganda fascista che le ha precedute".