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Perdite da 22 miliardi di euro nel 2030 per le centrali a carbone

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Perdite da 22 miliardi di euro nel 2030 per le centrali a carbone

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Nel 2030 saranno quasi tutte in rosso le centrali a carbone dell'Unione Europea. Chiuderle eviterebbe loro perdite per ben 22 miliardi di euro secondo una ricerca del think tank londinese Carbon Tracker. Già adesso oltre la metà delle 619 centrali a carbone europee è in perdita a causa anche delle regole più severe in materia di qualità dell'aria.

Ma l'impegno dei Paesi europei verso l'abbandono di questa energia fossile è ancora debole: è prevista la chiusura di soltanto il 27% di questi impianti entro il 2030.

I costi di gestione delle centrali a carbone nel giro di un decennio potrebbero rivelarsi più elevati di quelli dell'eolico su terraferma e del solare fotovoltaico.

La Germania è il Paese con il maggior numero di impianti: se li chiudesse eviterebbe 12 miliardi di perdite. Proprio in Germania lo scorso mese 19 Paesi si sono impegnati ad abbandonare il carbone entro il 2030.

Un appello a salvare il pianeta è arrivato da circa 80 economisti da tutto il mondo: hanno firmato una dichiarazione che chiede la fine immediata degli investimenti nella produzione di energie fossili e politiche serie per potenziare le rinnovabili.

Istituzioni e investitori pubblici e privati hanno il "dovere morale di aprire la strada" perché si tratta di una "ransizione inevitabile" afferma la dichiarazione pubblicata pochi giorni prima del summit di Parigi del 12 dicembre convocato dal presidente francese Macron, in occasione del secondo anniversario degli accordi sul clima, per discutere dei finanziamenti per le politiche ambientali.