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La "giornata della rabbia" palestinese

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La "giornata della rabbia" palestinese

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E' di almeno due morti accertati (e di centinaia di feriti tra i palestinesi) il bilancio della giornata della rabbia, indetta per protesta contro la deicisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come la capitale dello Stato di Israele. Decine di migliaia di musulmani sono scesi per le strade di Gerusalemme, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. 

Al confine con il territorio israeliano l'esercito di Tel Aviv ha sparato a un palestinese uccidendolo sul colpo, mentre è morto in ospedale per le ferite riportate negli scontri una seconda vittima tra i manifestanti. Secondo la Mezza Luna Rossa, sarebbero centinaia i palestinesi feriti da fuoco vivo o da proiettili di gomma sparati dall'esercito israeliano.

Secondo fonti miliatri israeliane, poi, due razzi sarebbero stati lanciati da Gaza in direzione di Israele. Gli ordigni sarebbero stati intercettati dal sistema anti-missilistico israeliano. Il primo sarebbe stato rivendicato dalla Brigata di Al Aqsa, un gruppo legato ad Al Fatah di Mahmud Abbas. Il secondo avrebbe colpito la città israeliana di Sderot. In nessuno dei due casi si registrano feriti.