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Brexit: la questione irlandese

La Brexit potrebbe tornare a dividere l'isola d'Irlanda, economicamente ma non solo

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Brexit: la questione irlandese

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Belfast, Irlanda del Nord, Regno Unito, Unione europea. Per ora. Qui l’idea della Brexit riporta alla memoria un’epoca di divisioni e conflitto, sollevando interrogativi sul destino di un confine che oggi viene attraversato ogni giorno da quasi 30 mila persone.

“La Gran Bretagna deve offrire soluzioni più credibili su come intendano implementare l’Accordo del Venerdì Santo che è alla base della pace sull’isola irlandese, e su come intendano gestire la questione della frontiera”, commenta il ministro degli esteri irlandese Simon Coveney.

Silver Hill è una piccola impresa a conduzione familiare situata sul confine che vende i suoi prodotti in Gran Bretagna, sul continente europeo e in Irlanda. Il proprietario, Michael Brody, spiega in che modo la sua azienda subisce già l’impatto della procedura di divorzio fra Londra e Bruxelles: “Da quando è stata votata la Brexit abbiamo dovuto negoziare con i nostri clienti adeguamenti di prezzo nel Regno Unito, dove va il 45 per cento di quel che vendiamo. Finora avevamo agricoltori a nord e a sud del confine. Dopo il voto sulla Brexit abbiamo deciso di cercare agricoltori solo al sud, nella Repubblica”.

A Derry, tristemente famosa per il Bloody Sunday del 1972, i segni delle divisioni fra unionisti e Repubblicani sono ancora evidenti a quasi 20 anni dalla firma dell’Accordo di Stormont.

Il Ponte della pace fu costruito qui, a Derry, in Irlanda del Nord, molti anni dopo che fu firmato l’Accordo del Venerdì Santo, come simbolo di riconciliazione. All’epoca nessuno poteva immaginarsi l’avvento della Brexit. Ora si teme il ritorno di una frontiera fisica che metterebbe a rischio la vita economica della regione ma anche lo stesso processo di pace.

Sean, un ingegnere quarantenne di Derry, esprime i suoi timori: “Sono abbastanza vecchio da ricordare la frontiera che c’era qui prima, e spero davvero che non accada più. La Brexit ci dividerà ancora, stavolta economicamente. Dividerà l’intera isola fra sud e nord”.