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Forum Crans Montana: nuove politiche contro terrorismo e corruzione

Forum Crans Montana: contro il terrorismo servono intelligence, gestione migranti e lotta alla corruzione

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Forum Crans Montana: nuove politiche contro terrorismo e corruzione

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La minaccia terroristica è ormai globale e imprevedibile; bisogna dunque adattarsi ad un nuovo modo di vivere. Questo è stato il tema del Forum Crans Montana sulla sicurezza globale di Bruxelles. Una sfida, secondo gli organizzatori, che richiede nuove politiche per gestire la lotta al terrorismo e alla corruzione, la crisi dei migranti e i diritti umani.

La conferenza si è svolta il 26 ottobre, una settimana dopo che la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure preventive per la difesa dei cittadini dell’UE dalle minacce terroristiche. Obiettivi principali: proteggere i luoghi pubblici, togliere ai gruppi estremisti la possibilità di agire e rafforzare i legami con stati sensibili. Tra i paesi in prima linea nella lotta al terrorismo c‘è la Francia.

Per Parigi serve fare molto di più, come ha sottolineato Georges Fenech, noto analista internazionale: “Spero che l’UE adotti la proposta del presidente francese Macron di creare un’Organizzazione europea di intelligence, e spero davvero tanto, che presto venga anche istituito un ufficio del pubblico ministero europeo per unificare le indagini contro il terrorismo. Nel mese di gennaio, in Francia, si terrà un’importante conferenza internazionale sul finanziamento del terrorismo e dobbiamo mettere in atto le strutture necessarie per la tracciabilità di questi gruppi e del denaro che usano.”

Intelligence unite per battere il terrorismo

Una delle sfide principali è prevenire la radicalizzazione, specie dei più giovani. Sappiamo che Daesh utilizza, da tempo, il web, per il reclutamento, e per la loro propaganda del terrore. Serge Stroobants, esperto di diplomazia, ci fa notare che se le persone non si sentono vittime saranno meno inclini a questa pressione da parte dei jihadisti.

“Ci sono due modi per combattere il terrorismo: uno è fermare un estremista in tempo e assicurarsi che non riesca a commettere l’attacco, bloccando prima; in secondo luogo cercando di distogliere dalla sua testa l’idea di voler commettere un attentato, di spingere il pulsante. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è creare una società più inclusiva, non solo qui in Europa, ma ovunque, bisogna assicurarsi che ci sia più equità e uguaglianza nel mondo”, ha sottolineato Stroobants.

Dal Forum è emerso, molto chiaramente, l’importanza di coinvolgere le voci della società civile considerata come un elemento importante per promuovere il multiculturalismo e migliorare il dialogo con le popolazioni locali. Un aspetto non sempre seguito dalla politica come ha fatto notare Farida Allaghi, attivista libico: “È arrivato il momento di fermarsi per ripensare, vedere cosa è andato storto, valutare e cambiare veramente le informazioni. Si deve rispettare e ascoltare di più la gente e coinvolgere nuovi attori, come i giovani, io mi concentro su questo, infatti sto lavorando molto da vicino in Libia con i ragazzi e le donne.”

Gestione migranti e diritti umani

Per molti esperti, l’Europa non riuscirà a vincere la sfida del terrorismo solo con la forza e chiudendo i confini. Una delle più grandi sfide è migliorare la gestione dei migranti. Nei prossimi decenni, fino al 2050 saranno oltre 200 milioni le persone in fuga da guerre, povertà e cambiamento climatico. Per Mussei Zeai, un prete cattolico che guida una ONG in Italia, l’Unione europea deve dare un segnale forte di solidarietà e rispetto dei diritti umani.“L’Europa sta vivendo una crisi dei valori che riguardano l’umanità, la solidarietà e il rispetto dei diritti umani; quello che dobbiamo chiederci oggi è questo: l’UE può ancora definirsi una democrazia, dal momento che viene tollerata la violazione sistematica dei diritti umani che si verificano nei paesi vicini?”

Lotta alla corruzione

Rispetto dei diritti umani per battere il terrorismo ma anche la corruzione, altro tema centrale del Forum. Al tavolo dei potenti sono state presentate proposte per istituire organismi specifici sulla trasparenza, come nel caso del Camerun. Un percorso non semplice. “La nostra attività ha accentuato nelle persone una forte aspettativa contro questa peste, la corruzione, che ci sta divorando. La delusione è che, purtroppo, non abbiamo abbastanza potere per le nostre indagini e per le nostre azioni.Le proposte sono state bloccate in fase di attuazione”, ci ha spiegato Simon Bolivar Njami Nwand della Commissione anti-corruzione del Camerun.

Molti dei suggerimenti e delle proposte del Forum potrebbero essere discussi durante il vertice tra UE-Africa, in programma il 28 e 29 novembre. Un summit con un’agenda ricca di temi: giovani, migrazione, sicurezza e sviluppo sostenibile.