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Russia, Ksenia Sobchak candidata contro tutti (compreso Putin)

Giornalista, presentatrice tv, figlia dell'ex sindaco di Pietroburgo che nel '91 si schierò con Boris Eltsin contro i golpisti, soprannominata la "Paris Hilton" di Russia, ha annunciato la sua candidatura contro l'uomo "che salvò la vita di mio padre, Putin"

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Russia, Ksenia Sobchak candidata contro tutti (compreso Putin)

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La ricca figlia di Anatoly Sobchak, il primo sindaco di San Pietroburgo eletto democraticamente, soprannominata la “Paris Hilton” russa, si candiderà alle prossime presidenziali. Perfino contro Vladimir Putin, nonostante “abbia aiutato mio padre, salvandogli praticamente la vita”.

Si chiama Ksenia Sobchak, 35 anni, e rifiuta l’etichetta di pedina politica del Cremlino creata ad hoc per sottrarre voti alle altre forze politiche. “Non sono una politica ma una giornalista, un personaggio pubblico”, ha detto durante il suo primo incontro con i media all’Elettroteatro Stanislavsky di Mosca.

Nella sua prima conferenza stampa da quando ha annunciato la candidatura alle elezioni del 2018 (una settimana fa, durante una puntata speciale del suo show “Sobchak Live”, in onda sulla televisione di opposizione TV Rain) ha ribadito le ragioni della sua corsa, già esposte in una lettera inviata al quotidiano economico Vedomosti. Ha dato un’impressione di calma, nel suo completo grigio, quasi fosse pronta ad andare in onda con il suo programma televisivo, ed ha voluto mettere a tacere le critiche di chi la accusa di essere parte di una grande messa in scena.

Contro tutti, e contro Putin
“Potete ridere di me, ma so come funziona il mondo dello show business. Il mio compito è quello di riscriverne le regole, portando un volto nuovo”, ha detto. Al di là del suo discorso, è stato lo slogan scelto dalla Sobchak a fare eco: “Contro tutti”.

Quindi anche contro Vladimir Putin. Lo ribadisce persino l’adesivo in vista sul computer portatile, appeso sulle pareti del teatro e consegnato all’arrivo dei giornalisti. Quasi a ricordare quello della campagna di Navalny “20!8”.

“Certo, per alcuni Putin è un tiranno e dittatore, altri lo considerano il salvatore della Russia. La mia è una posizione difficile. Putin ha aiutato mio padre e praticamente gli ha salvato la vita. Ma io sono contro il fatto che qualsiasi persona, compreso Putin, possa rimanere al potere per 18 anni”, ha aggiunto.

Cosa pensa di Ucraina, Navalny e Trump
Ma il presidente russo non è stato l’unico argomento di discussione. Sobchak non si è fatta trovare impreparata sui temi caldi della discussione politica, dall’annessione della Crimea ad Aleksey Navalny.
“La situazione in Ucraina sarà uno dei principali problemi nella mia campagna. La Crimea, secondo le leggi internazionali, è in Ucraina. Punto”, ha sentenziato Sobchak, apparsa sicura sui temi di politica estera: “Non dobbiamo avere paura. Dobbiamo essere amati”.

“Mi piacciono gli uomini che si battono per l’uguaglianza e il supporto di donne in politica, e Trump potrebbe non essere la persona con cui simpatizzerei, ma questo non importa, perché la cosa importante è quella di portare avanti collaborazioni economiche”, ha detto. “Oggi, i rapporti con l’America sono complicati. La Guerra Fredda è stato un incubo per me e ora siamo in una situazione difficile. Dobbiamo costruire relazioni stabili ed amichevoli con le potenze mondiali”, ha concluso.

La “Paris Hilton” di Russia ha inoltre mostrato il suo sostegno per l’oppositore Navalny: “Aleksey ed io siamo amici”, ha detto ai giornalisti, aggiungendo che se gli fosse permesso di candidarsi, si unirà a lui.

Un percorso difficile
Per essere eletta, Sobchak dovrà raccogliere 300.000 firme da parte di cittadini russi. “Durante la campagna verranno raccolte le firme e saranno inviati dei volontari per ottenere quelle necessarie, porta a porta”, ha detto durante la conferenza, aggiungendo che andrà in giro per la Russia per convincere gli elettori a votare per lei. E’ già in agenda un incontro a Ekaterinburg, a sud ovest della Russia.

Quanto alla squadra elettorale, c‘’è voluta meno di una settimana per annunciarla. Tra le sue scelte, spicca a sorpresa quella di Igor Malashenko, responsabile della campagna. Malashenko fu il presidente di NTV, l’indipendente canale televisivo gestito da un gruppo di rinomati giornalisti, fino a quando non entrò nella squadra di Boris Eltsin prima delle presidenziali del 1996.

articolo di Maria Michela D’Alessandro