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Thaler, Nobel per la "psicologia" dell'economia

Il premio è stato conferito dall'Accademia Reale Svedese delle Scienze: ha riconosciuto la natura profondamente umana degli agenti economici. Ha avuto un cameo nel film The Big Short

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Thaler, Nobel per la "psicologia" dell'economia

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Richard H. Thaler, dell’Università di Chicago, ha vinto il Nobel 2017 per l’economia. Americano, professore di Behavioural Science and Economics all’università della più importante città dell’llinois, si è aggiudicato il premio dedicato per quest’anno al tema del “capire la psicologia delle scienze economiche”.


Lo ha annunciato oggi la Royal Swedish Academy of Sciences. Il premio è stato stabilito nel 1968, è la 49esima volta che si assegna. Thaler integra nei suoi studi la psicologia e l’economia, analizzando le conseguenze di fattori come razionalità limitata, preferenze sociali e limitato auto-controllo nelle decisioni in campo economico.

“Nel complesso, il contributo di Richard Thaler è stato quello di costruire un ponte tra l’analisi psicologica ed economica nel campo delle decisioni individuali”, ha dichiarato il comitato per l’assegnazione del premio, che ammonta a 9 milioni di corone svedesi (1.1 milioni di dollari).


“Le sue scoperte empiriche e le sue elaborazioni teoretiche sono state strumentali nella creazione di un settore, quello dell’economia comportamentale, in rapida espansione e con un profondo impatto su tante aree della ricerca e delle politiche economiche”. Il Nobel, chiamato ufficialmente Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences in Memory of Alfred Nobel, non era parte originaria del gruppo di onorificenze incluse nel testamento del 1895.

“L’impatto principale della mia ricerca è stato riconoscere che gli agenti economici sono umani”, ha dichiarato in teleconferenza lo stesso Thaler. L’economista, noto per la sua passione per la pesca, ha avuto un cameo nel film del 2015, The Big Short, sulla crisi finanziaria americana. “Non penso abbia giocato un ruolo nell’assegnazione del premio, ma il presidente Trump dovrebbe vedere quel film”.


I suoi studi sono spesso citati nei libri di marketing: aiuterebbe infatti ad evitare i trucchetti usati nel settore e evitare di prendere cattive decisioni, scrive su Twitter il comitato del Nobel. Ha lavorato insieme a Robert Shiller, altro Nobel per l’economia nel 2013. La teoria dei nudge, da lui coniata, è esposta nel libro: Nudge, la spinta gentile. ed è definita come “ogni aspetto nell’architettura delle scelte che altera il comportamento delle persone in modo prevedibile senza proibire la scelta di altre opzioni e senza cambiare in maniera significativa i loro incentivi economici. Per contare come un mero pungolo, l’intervento dovrebbe essere facile e poco costoso da evitare. I pungoli non sono ordini. Mettere frutta al livello degli occhi conta come un nudge. Proibire il cibo spazzatura no. Lo scopo è quello di cercare di migliorare il benessere delle persone orientando le loro decisioni mantenendo la libertà di scelta. Nel loro libro, Thaler e Sunstein chiamano questo approccio Paternalismo libertario”.

A dicembre Thaler dovrebbe ritirare il premio a Stoccolma.