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Rifugiati benvenuti in casa Trump

Da Siria, Vietnam e Siria per un weekend nell'abitazione che fu del piccolo Donald (ma l'invito è dell'Oxfam)

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Rifugiati benvenuti in casa Trump

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“Rifugiati benvenuti in casa Trump, per un weekend di sensibilizzazione”. Non è “Scherzi a parte”, ma un riuscito colpo mediatico dell’Agenzia Oxfam, che ha affittato l’abitazione d’infanzia dell’oggi Presidente anti-immigrati, per attirare l’attenzione del mondo, nei giorni dell’Assemblea Generale ONU.


Su Twitter le spiegazioni di Oxfam America sul perché dell’iniziativa: “Volevamo inviare un messaggio di sostegno ai rifugiati – scrive -, offrendo loro una piattaforma da cui raccontare le loro storie, in un modo che non potesse essere ignorato da leader mondiali, politica statunitense e stampa.”

“I rifugiati incarnano la tenacia professata da Trump”


“Abbiamo tappezzato l’interno della casa con una serie di citazioni di Trump – spiega Shannon Scribner, Direttore in pectore del dipartimento umanitario di Oxfam America -. Una di queste riguarda la tenacia. E le storie dei rifugiati che stiamo ospitando proprio questo incarnano: un vero testamento alla tenacia e alla perserveranza. Persone che hanno dovuto abbandonare il loro paese, per cercare rifugio altrove”.

Da Somalia, Vietnam e Siria i rifugiati ospitati nella dimora di stile Tudor del quartiere di Queens, in cui fino ai suoi 4 anni giocò e visse il piccolo Donald. Rilevata a marzo all’asta da un ignoto acquirente, è stata messa a loro disposizione dall’Oxfam perché “vi raccontassero le loro storie” e aumentassero così la pressione su Trump, in merito ai numeri dell’accoglienza da fissare per il prossimo anno.