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Cassini: l'addio della sonda con un ultimo tuffo

Preziosissimo il bagaglio di dati riportati da Saturno. Entusiasmo dalla Nasa: "Non è una fine, ma l'inizio della nuova avventura"

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Cassini: l'addio della sonda con un ultimo tuffo

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Un ultimo tuffo e poi il silenzio. Cassini, la sonda che per 13 anni ci ha raccontato Saturno, ha smesso di trasmettere e concluso la sua missione. Più che la fine, dicono però della Nasa, è l’inizio di una nuova fase: obiettivo nel lungo termine resta un avamposto umano nello spazio per continuare l’esplorazione del sistema solare.


L’Agenzia Spaziale Italiana ricorda su Twitter il contributo tecnologico fornito alla missione di Cassini dall’Italia


Su Twitter l’omaggio inviato dalla Stazione Spaziale Internazionale dal veterano italiano Paolo Nespoli alla missione di Cassini

Le scoperte su Encelado e Titano: l’esplorazione di Saturno riparte da qui

Lanciata nell’ottobre 1997, Cassini è arrivata a destinazione al termine di un viaggio di 7 anni. All’inizio della sua esplorazione, l’atterraggio su Titano: una prodezza per la scienza spaziale, che già nel duemilaquattro rivelò l’affascinante presenza di un vero mare di metano sul più grande satellite di Saturno. Poi la scoperta dell’acqua che ribolle su Encelado, altra luna del Pianeta, che sotto la sua coltre ghiacciata potrebbe nascondere un vero oceano riscaldato. Una manna per la comunità scientifica e l’esplorazione spaziale, che da qui ora vogliono ripartire. Prossime tappe, ha detto Badry Younes del Deep Space Network della Nasa, saranno l’analisi dei dati raccolti da Cassini e la verifica di condizioni favorevoli alla vita sulle lune di Giove e dello stesso Saturno.

La Nasa festeggia: “Non è una fine, ma l’inizio di una nuova avventura”

“Il grande interrogativo è ora cosa attendersi dopo questa missione di grande successo – conclude l’esperto di euronews, Jeremy Wilks -. Nel prossimo decennio Esa e Nasa invieranno delle sonde sulle lune ghiacciate di Giove. In merito a Saturno, c‘è una forte pressione, da parte della comunità scientifica, perché si torni su Encelado e su Titano, per continuare a cercare dei segni di vita. Molte, quindi, le cose che già bollono in pentola”.