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Stati islamici contro Israele: ad Al Aqsa "azioni provocatorie"

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Stati islamici contro Israele: ad Al Aqsa "azioni provocatorie"

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L’Organizzazione della cooperazione islamica ha condannato l’atteggiamento di Israele nella crisi della Spianata delle Moschee. In una riunione a Istanbul i ministri degli Esteri dei 57 Stati membri hanno definito “provocatorie” le azioni dello Stato ebraico che aveva imposto misure, poi ritirate, come l’installazione di metal detector e la restrizione in base all’età dell’accesso alla Spianata delle Moschee

“Chiudere la Moschea di Al-Aqsa significa violare la sensibilità dei musulmani”, afferma il ministro degli Esteri saudita Adel Al-Jubeir. “Queste misure messe in pratica per la prima volta dall’inizio dell’occupazione potrebbero complicare ulteriormente la situazione nei territori”.

Mevlut Cavusoglu, capo della diplomazia della Turchia, Paese che presiede l’Oci ha riilanciato l’appello a tutti i musulmani a visitare Gerusalemme e ha aggiunto:“Speriamo che d’ora in poi Israele adotti un atteggiamento che prenda pienamente in considerazione le sensibilità dei musulmani riguardo a Gerusalemme e all’Haram al-Sharif (nome arabo per il luogo santo dove si trova la moschea di Al Aqsa, ndR)”.

Dopo pressioni internazionali il 25 luglio Israele ha rimosso i metal detector installati dopo la morte di due poliziotti. La presenza degli scanner ha provocato tensioni e scontri costati la vita a sette palestinesi e tre israeliani.

I palestinesi la considerano una rara vittoria contro Israele: il terzo luogo sacro per i musulmani si trova a Gerusalemme Est che i palestinesi vorrebbero come capitale di un loro futuro Stato.