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L'FBI sconfessa Trump: "Niente caccia alle streghe"


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L'FBI sconfessa Trump: "Niente caccia alle streghe"

Mezzo pentimento di Trump Jr.: “Forse avrei dovuto agire diversamente”

Solo il padre sembra ormai tener duro e restar fedele alla sua linea di sempre. Mentre i vertici della CIA voltano le spalle al Presidente Usa, e quelli dell’FBI sconfessano il suo teorema della “caccia alle streghe”, sembra che anche Donald Trump Jr cominci a pentirsi.


In questo Tweet una delle pagine del carteggio mail, in cui il figlio del presidente degli Stati Uniti riconosce di aver ricevuto l’offerta di informazioni compromettenti su Hillary Clinton, che avrebbero “fatto molto piacere” a suo padre.

“A posteriori direi che le cose avrebbero dovuto essere gestite diversamente”, dice in merito ai rapporti con la Russia e all’entusiastica accoglienza della proposta di informazioni su Hillary Clinton, contenuta nel carteggio mail reso pubblico martedì. “Ottima iniziativa e prova di innocenza” twitta subito il padre.

Il padre plaude e inneggia alla trasparenza: “È la più grande caccia alle streghe della storia politica”


“Mio figlio ha fatto una grande cosa – ha scritto Donald Trump su Twitter -. Ha dato prova di disponibilità, trasparenza e innocenza. Questa è la più grande caccia alle streghe della storia della politica”.

FBI, il prescelto di Trump sconfessa la “caccia alle streghe”. La CIA: “Il tentativo di ingerenza russa una realtà che dura dagli anni ’70”

Un plauso che sembra però restare isolato. A voltare le spalle al Presidente è ora il suo stesso prescelto per la guida dell’FBI: nominato da Trump per rimpiazzare l’insubordinato James Comey che voleva indagare sul Russiagate, davanti a una commissione del Senato Christopher Wray ha detto che in nome dell’indipendenza non gli giurerebbe mai fedeltà e ha negato che la Commissione d’inchiesta sulle presunte interferenze di Mosca nella campagna elettorale si sia imbarcata in una “caccia alle streghe”.

Posizioni che, senza riferimenti alla specifica formula a più riprese utilizzata da Trump, vengono tuttavia ribadite anche dal direttore della Cia Mike Pompeo. “Il rischio che i nostri ‘avversari’ provino a interferire nelle nostre elezioni è molto concreto. I russi lo hanno fatto non solo nel 2016, ma anche nel 2012 e già anni ’70”.

La Commissione giustizia del Senato statunitense ha intanto fatto sapere che convocherà l’ex direttore di campagna di Trump Paul Manafort. Citato fra i presenti dall’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya, verrà sentito sull’incontro della discordia con Donald Trump Jr.

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