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Isis in rotta in Siria

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Isis in rotta in Siria

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Militarmente l’Isis è ormai in rotta in Siria. I jihadisti sono stati presi a tenaglia dalle forze filocurde dello YPG e dagli attacchi dei lealisti siriani e dei russi. Troppa la differenza di mezzi fra gli uomini in nero e avversari. Isis aveva costruito fra Raccah ed Aleppo il cuore del suo califfato.

L’organizzazione aveva creato uno stato con una propria valuta e sottomesso la popolazione alla sharia, una interpretazione ferrea del corano. Il progetto era il sogno di Abu Bakr al Baghdadi leader dello stato islamico. Spinto da furia iconoclasta al Baghdadi ordina la distruzione dell’immenso patrimonio archeologico della regione. Da Palmira ai musei dell’area, nulla si salva di fronte ai jihadisti.

La coalizione anti-Isis però, continua a fare progressi. La ferocia di Daesh gli ha anche inimicato vecchi alleati e la caduta di Aleppo impedisce ai jihadisti il rifornimento. Attaccati da cielo e da terra provano a difendersi utilizzando la popolazione civile come scudi umani, ma nulla possono contro gli avversari che sciamano numerosi nei vicoli di Aleppo supportati dall’artiglieria e dalle azioni aeree di russi e truppe fedeli ad Assad.

L’altro grande dramma delle campagne dell’Isis è la creazione di un immenso numero di profughi, ma secondo le nazioni Unite la tendenza si sta invertendo. Così un portavoce dell’Acnur: “Oltre 440.00 rifugiati interni sono tornati nelle loro case nei primi sei mesi dell’anno e oltre 30.000 sono tornati dai paesi vicini”.

Una positiva inversione di tendenza snche se i jihadisti, in ginocchio militarmente, potrebbero cercare di compiere azioni in giro per il mondo per dimostrare di essere ancora pericolosi. Una guerra asimmetrica combattuta a colpi di lupi solitari che potrebbe ancora fare molti morti.