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Brexit, priorità numero 1 per l'Ue: i diritti dei cittadini

Approvate le direttive della Commissione sui negoziati

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Brexit, priorità numero 1 per l'Ue: i diritti dei cittadini

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I diritti dei cittadini restano la priorità numero uno per l’Unione europea nei negoziati sulla Brexit. Le direttive approvate dalla Commissione seguono alla lettera le linee guida adottate sabato dai 27: oltre ai cittadini, la questione degli obblighi finanziari di Londra e i confini, quelli dell’Irlanda del Nord e quelli di Gibilterra. Il negoziatore capo Michel Barnier ha precisato: “Chi vogliamo proteggere? Non solo chi è residente o lavora oggi nel Regno Unito, ma anche le persone che sono state residenti o hanno lavorato lì in passato, e quelle che saranno residenti o lavoreranno lì prima della data dell’uscita del Regno Unito. E questo vale naturalmente anche per i cittadini britannici”.

Si tratta di garantire i diritti di circa 3 milioni di europei che vivono nel Regno Unito. E se su questo punto sembra esserci un terreno d’intesa fra Bruxelles e Londra, le cose si fanno più difficili sul fronte dei costi per il Regno Unito. Ma, dice ancora Barnier, “Non si tratta di una punizione, né di una tassa d’uscita. L’Unione europea e il Regno Unito si sono impegnati reciprocamente a finanziare dei programmi e dei progetti, abbiamo deciso questi programmi insieme, ne beneficiamo insieme”.

Barnier non ha fornito una cifra per il conto da saldare da parte di Londra. Informalmente è circolata la stima di 60 miliardi di euro, ma secondo i calcoli del Financial Times si potrebbe arrivare a 100 miliardi.