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Presidenziali Francia: a Beaucaire,il Fronte nazionale asso piglia tutto


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Presidenziali Francia: a Beaucaire,il Fronte nazionale asso piglia tutto

Beaucaire, un Comune francese di 16 000 abitanti del dipartimento del Gard, nel sud della Francia.
È uno degli 11 Comuni dove il Fronte Nazionale ha vinto alle ultime amministrative, 3 anni fa.

Per molti l’esperienza del Comune è un test politico per guardare oltre, direzione Eliseo.

Il sindaco Julien Sanchez è un fedelissimo di Marine Le Pen, segretario del partito. Sanchez consigliere e stratega, condivide pienamente l’idea della Brexit, tanto da intitolare una via al processo d’uscita dall’Unione europea.

La ricetta del sindaco è semplice: vicinanza, contatto, visibilità, e per fare questo il sindaco non solo è super presente in città, ma ha aumentato il numero degli agenti di polizia e tiene in modo particolare a ricordare e rispettare le tradizioni locali.

La sua politica sembra piacere, anche se non è facile dirsi frontisti di fronte alla telecamera:
Astrid Quirin, panettiera:

“Tutti i miei clienti parlano molto bene del sindaco, anche quelli che non votano Fn; io comunque voterò Fronte nazionale. Non mi vergogno di dirlo; penso ai migranti e dico prima vengono i francesi e se poi non ci sarà alcun cambiamento non voterò più”.

Julien Sanchez è cresciuto a pane e politica, ha la comunicazione nel sangue e ha contribuito a cambiare l’immagine del Fronte nazionale.
Fa parte del consiglio strategico della campagna elettorale di Marine Le Pen.

Julien Sanchez:

“Sono nel Fronte nazionale da quando avevo 16 anni, metà della mia vita l’ho passata e spesa per il partito, semplicemnte perché ritengo che per avere le buone risposte, bisogna fare le giuste valutazioni e penso che solo il Fronte nazionale oggi non si nasconda di fronte alla situazione del Paese; per questo è in grado di dare le buone risposte”.

Attivissimo sul terreno, il Fronte Nazionale fa grandi numeri anche sui social media: Marine Le Pen conta oltre un milione di abbonati per la sua pagina Facebook e per l’account Twitter.

La Le Pen si rivolge a tutti, sicurezza, immigrazione e lavoro restano i suoi cavalli di battaglia.

Laurence Sylvestre elettrice Fn, ragioniera in pensione:

“All’inizio votavo per Jean-Marie, era molto più duro sugli immigrati; Marine è più flessibile. Io comunque non ce l’ho contro nessuno, ma con tutti gli immigrati che arrivano, bisogna bloccare le frontiere, sarebbe meglio”.

Sabrina berqué:

“Abbiamo provato tutto, non ci resta che Marine, dovrebbe vincere; vorremo poter dare un futuro ai nostri ragazzi”.

Ma non tutti a Beaucaire fanno il tifo per il giovane sindaco. L’opposizione in Consiglio municipale si mostra unita: il primo cittadino è onnipresente, la sua comunicazione è tendenziosa e stronca le voci ricorrendo in giustizia. Senza problemi.

Stéphane Linossier, “Réagir pour Beaucaire”:

“Tutto il potere municipale è concentrato nelle mani di una sola persona, Sanchez che non delega; immaginiamo cosa potrebbe essere a livello nazionale: Marine Le Pen potrebbe ritrovarsi a gestire un potere assoluto, visto com‘è organizzata la V repubblica”.
Anche le associazioni di Beaucaire temono una deriva liberticida:

Laure Cordelet:

“Marine le Pen attaccherebbe prima di tutto le libertà individuali, come qui a Beaucaire, il sindaco prende di mira libertà di coscienza e di espressione.
Se tu dici cosa pensi, sei un oppositore e lui diventa vittima. Io non sono né una politica né un’economista, ma chiudere le frontiere è una stupidaggine così come uscire dall’Europa. Per di più io sono un’europeista convinta”.

L’Europa: gli elettori frontisti non ne parlano, anche se l’eventuale uscita dall’euro zona, come annuncia la Le Pen, preoccupa molti. Anche qui a Beaucaire.

Sandrine Delorme, euronews:

-Valérie Igounet, lei è una storica, ‘L’illusione nazionale’ è il frutto di due anni di ricerca sull’elettorato FN e sui Comuni FN. Che cosa l’ha colpita di più?”

Valérie Igounet:

“Quello che ho constatato è la totale delusione per la politica; chi oggi dice di votare Fn ci ha creduto e oggi non ci crede più. Molti hanno insistito sulle promesse non mantenute.
Voglio dire, i politici sono venuti una volta accompagnati dalle telecamere e non sono più ritornati e poi le promesse elettorali disattese.
Hanno fiducia in Marine Le pen, è quello che spiegano: per quanto dice, per quello che promette, ma anche perché il suo partito non è mai stato messo alla prova. Questo l’hanno ripetuto in molti”.

-Lei ha deto che il Fronte Nazionale è maturato, cambiato. Il cambiamento è profondo, reale o solo di facciata?

“Questo partito oggi si dice di destra e di sinistra, vuole essere una sorta di cerniera dei due campi. Nelle 144 proposte di programma ci sono misure per tutti.
Ma sulla sostanza, l’Fn non è cambiato, i suoi elettori pensano però che Marine Le pen, presidente da qualche anno, abbia cambiato il partito, alcuni dicono che non sia neppure più una formazione razzista.
L’islamofobia resta il centro del discorso del partito e in questo senso il partito è xenofobo, aspetto che il fronte riconosce
La priorità nazionale rivendicata dal Partito è xenofoba. Non ci sono dubbi”.

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