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Maduro: "Da Washington un colpo di stato in Venezuela"


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Maduro: "Da Washington un colpo di stato in Venezuela"

Nicolas Maduro denuncia un colpo di stato avallato da Washington e dall’opposizione. A qualche ora da una nuova grande manifestazione di protesta contro il suo governo, il presidente venezuelano spara ad alzo zero sugli appelli al rispetto del dissenso lanciati dagli Stati Uniti e dai suoi avversari politici.

“Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato un colpo di stato in Venezuela, in un comunicato di oggi, 18 aprile, alle 9:10 della notte venezuelana – ha detto Maduro, nel corso di una riunione con alti rappresentanti di politica e forze armate -. Il Piano Zamora entra quindi nella sua ‘fase verde’, al fine di tutelare la pace e contrastare il putsch che è stato ordito da Washington e appoggiato dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Julio Borges. Firmo quindi questo documento, affinché si dia subito esecuzione a questi provvedimenti”.

Washington a Caracas: “Chi reprime la democrazia ne risponderà alla comunità internazionale


Nel comunicato citato da Maduro, il Dipartimento di Stato americano invitava soprattutto Caracas ad ascoltare l’appello della piazza alla convocazione di nuove elezioni, a rispettare la Costituzione e i poteri del Parlamento e procedere alla liberazione di tutti i detenuti politici.

Mark Toner, portavoce del Dipartimento di Stato americano: “Coloro che sono responsabili della repressione criminale di attività pacifiche e democratiche e di violazioni flagranti dei diritti umani saranno chiamati a rispondere individualmente delle loro azioni dal popolo e dalle istituzioni del Venezuela e dalla comunità internazionale”.

Qui il testo integrale del comunicato del Dipartimento di Stato americano

“Stop agli abusi e rispetto della Costituzione”: l’appello che vale l’accusa di golpe

Julio Borges, presidente dell’Assemblea Nazionale Venezuelana controllata dall’opposizione dal 2015, aveva invece lanciato martedì un appello alle forze dell’ordine, invitandole a “porre fine ad abusi e repressione” e a “rispettare la Costituzione”, lasciando che i manifestanti si esprimano liberamente.

L’opposizione in piazza per la “madre di tutte le manifestazioni”

Gli applausi con cui le Forze armate hanno salutato il via libera al loro piano per il mantenimento dell’ordine, il Piano Zamora citato da Maduro, rischiano però di stridere con la folla oceanica che l’opposizione di Enrique Capriles promette di portare in piazza questo mercoledì: 26 luoghi di concentramento in tutta Caracas e la parola d’ordine della denuncia di “un altro” colpo di stato, quello del Presidente Maduro, per quella che già fa parlare di sé come di “madre di tutte le manifestazioni”.

Già cinque in poche settimane appena, le mobilitazioni in favore di elezioni anticipate e in difesa dei poteri del Parlamento, sono state segnate dall’inizio del mese da 5 morti e circa 200 arresti.

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