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Egitto, 44 morti nel doppio attentato della domenica delle Palme

Le esplosioni sono avvenute in due chiese a Tanta e Alessandria. L'Isis ha rivendicato gli attacchi kamikaze

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Egitto, 44 morti nel doppio attentato della domenica delle Palme

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L’Egitto nella morsa del terrorismo islamico s’accinge a vivere 3 mesi di stato d’emergenza. Le vittime del doppio attentato messo a punto dall’Isis in due chiese, a Tanta, sul delta del Nilo, e ad Alessandria, sono 44 secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità del Cairo. Almeno 100 le persone rimaste ferite, molte delle quali versano in condizioni gravi.

La prima esplosione è avvenuta verso le 10 ora locale nella chiesa di Mar Girgis, a Tanta: 27 i morti. La seconda poche ore dopo, nella cattedrale di San Marco ad Alessandria, dove a celebrare la messa della domenica delle palme c’era il Patriarca copto Tawadros, rimasto illeso.

La testimonianza di alcuni sopravvissuti all’attentato di Tanta: “C’erano sangue e brandelli di corpi dappertutto, sui muri, sulle sedie rotte, sui vetri in frantumi. La gente era contenta, veniva a per pregare per la pace” racconta una fedele.

“Stanno facendo tutto il possibile per creare la discordia tra le due colonne portanti di questo Paese, cristiani e musulmani” afferma un uomo che partecipa al raduno spontaneo fuori dalla chiesa di Tanta dopo l’attacco. “Ma cristiani e musulmani sono uniti, sono vicini di casa, sono famiglie intere, sono amici e per quanto colpiscano non otterranno il loro scopo”.

Il doppio attentato avviene a due settimane dal viaggio apostolico in Egitto di Papa Francesco, previsto per il 28 e 29 aprile. I copti ortodossi d’Egitto sono la comunità cristiana più importante e più antica in Medio Oriente, rappresenta il 10% della popolazione egiziana.