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Iraq: indagine Usa per strage di civili


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Iraq: indagine Usa per strage di civili

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La coalizione anti Isis guidata dagli Usa ha aperto un’indagine formale per verificare
la denuncia di numerosi civili uccisi in recenti raid aerei su Mosul, la roccaforte del Califfato in Iraq, ma per la popolazione civile i fatti sono chiari.

Secondo fonti del posto 230 persone potrebbero essere state uccise. Di queste, 130 si
trovavano in un solo edificio e 100 in un altro. Tutto sembra far pensare che si sia trattato di una sola operazione completamente sbagliata. Forse gli americani credevano di colpire unpunto strategico dei jihadisti, ma hanno fatto una strage.

Dice un residente: “Com‘è possibile usare questa artiglieria su luoghi abitati da civili? Prima che iniziasse la battaglia di Mosul, iracheni e americani avevano assicurato che sarebbe stata una battaglia facile, per questo la gente non ha abbandonato le proprie case. Perché si sentivano al sicuro. Non credevano che gli avrebbero sparato addosso. Questa non è liberazione questa è distruzione”

La situazione nel Paese resta estremamente confusa. A Baghdad decine di migliaia di manifestanti hanno invaso Piazza Tahrir, in centro città, per protestare contro la corruzione politica, su invito del leader radicale sciita Moqtada al Sadr.

Potrebbero quindi non bastare per pacificare il Paese, i quattro caccia da combattimento F-16 che l’Iraq ha acquistato dagli Stati Uniti. L’esercito iracheno ha già comprato 36 di questi apparecchi anche se rischiano di essere inutili vista la strategia guerrigliera dell’Isis che usa i civili come scudi umani.

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