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USA: sospetto spionaggio a Trump, Senato non ci crede


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USA: sospetto spionaggio a Trump, Senato non ci crede

“Non ci sono elementi”, per la Commissione del Senato statunitense sui servizi segreti: è il presidente della commissione, Richard Burr, a firmare insieme a Mark Warner una prima dicharazione in base alla quale non sarebbe emersa alcuna prova del fatto che Barack Obama o chi per lui abbia dato ordine di sorvegliare Donald Trump durante la campagna elettorale.

Dichiarazione alla quale risponde il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer:
“Quelle che hanno pubblicato non sono conclusioni, è soltanto una dichiarazione. Non hanno nemmeno ancora avviato un’inchiesta. La dichiarazione dice semplicemente che al momento non credono che sia avvenuto. Ma devono ancora valutare le informazioni”.

Da Londra intanto arriva una rara smentita pubblica da parte della Gchq, l’agenzia d’intelligence britannica nell’ambito delle comunicazioni, chiamata in causa da alcune testate statunitensi per l’eventuale sorveglianza della Trump Tower. Un portavoce dell’agenzia britannica ha definito “assurdità“quei sospetti.

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