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Il primo mese di Trump alla Casa Bianca

Sono state quattro settimane intense, scandite da un'attività su twitter altrettanto densa

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Il primo mese di Trump alla Casa Bianca

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Il presidente americano Trump nel primo mese di presidenza ha mantenuto parte delle promesse fatte in campagna elettorale.
Sono state quattro settimane intense, scandite da un’attività su twitter altrettanto densa.

Il primo provvedimento che Trump prende il giorno dopo la sua investitura, è stato quello di firmare un drecreto per cominciare a smantellare l’Obamacare, la legge che dovrebbe garantire la copertura sanitaria gratuita a 47 milioni di americani.

Sei giorni dopo, rompe con il Messico perché Trump insiste sulla costruzione del muro alla frontiera con il Paese. Il presidente messicano risponde picche soprattutto di fronte alla pretesa pressante di Trump di far pagare l’opera ai messicani.

Un vertice tra i due presidenti viene annullato.
Il 26 gennaio Trump dichiara:

“Non abbiamo scelta se non annullare l’incontro , che sarebbe utile se il Messico avesse un atteggiamento giusto e rispettoso degli Stati Uniti”.

Passano appena 24 ore e Trump firma un nuovo decreto presidenziale con cui blocca l’ingresso negli Usa per i cittadini di 7 Paesi musulmani.

Al caos negli aeroporti seguono le proteste. Un giudice della Corte federale revoca il blocco su tutti gli States.

Trump ribatte a colpi di tweet: accusa così il giudice di mettere in pericolo il Paese.
“Se accade qualcosa la colpa sarà sua”.

Non mancano poi gli imbarazzi, se non quasi scandali, come l’affaire Michale Flynn, il consigliere per la sicurezza nazionale è costretto alle dimissioni per aver nascosto legami considerati troppo stretti con la Russia di Putin e di cui il vice presidente Mike Pence non era al corrente.

“Mike Flynn è una persona intelligente e gli ho chiesto di dimettersi, cosa che ha fatto.
Le informazioni che sono state trasmesse al vicepresidente su di lui non erano chiare e non mi sono piaciute”.

Sempre attraverso twitter, Trump accusa i servizi segreti di essere all’origine della fuga di notizie che planano sulle redazioni .

E ancora accusa i mass media di creare notizie false.

Trump ha pubblicamente dichiarato guerra ai media più potenti e autorevoli americani.

Guerra che si consuma ormai pubblicamente senza ritegno.