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In Romania la piazza non molla

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Di Euronews
In Romania la piazza non molla

<p>Si tratta di una delle più grandi <a href="http://it.euronews.com/tag/romania">proteste</a> di piazza dalla cadauta del comunismo nel 1989.</p> <p>In Romania, i cittadini alzano la voce per dire basta alla corruzione rivendicando il pieno diritto di essere cittadini dell’Unione di cui condividono i valori.</p> <blockquote class="twitter-tweet" data-lang="en"><p lang="en" dir="ltr">So proud of my country right now. Everyone protesting and united against government corruption. <a href="https://twitter.com/hashtag/NoToCorruption?src=hash">#NoToCorruption</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Romania?src=hash">#Romania</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/romaniaprotest?src=hash">#romaniaprotest</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/eu?src=hash">#eu</a> <a href="https://t.co/GRzwyAzYdr">pic.twitter.com/GRzwyAzYdr</a></p>— Marius (@maxmarioxx) <a href="https://twitter.com/maxmarioxx/status/827980089644183552">February 4, 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>Dan Ionescu , analista politico:</p> <p>“La Romania solitamente è ai margini dell’Europa, di tanto in tanto siamo al centro, come in questo caso; penso che oggi i cittadini condividano i comuni valori europei e penso che il messaggio che inviino, anche ai paesi vicini, sia molto forte”.</p> <p>La Romania, insieme alla Bulgaria, ha aderito all’Unione nel 2007 e da allora è una sorvegliata speciale da parte della Commissione europea nella lotta alla corruzione, problema enorme del Paese che resta uno dei più corrotti d’Europa.</p> <p>Negli ultimi tempi si sono visti i primi sforzi per limitare il fenomeno, sforzi coordinati dall’agenzia nazionale anticorruzione; e forse anche in confronto all’operato dell’agenzia, il famoso decreto del governo è stato percepito come un ritorno al passato.</p> <p>La Commissione europea ha messo in guardia. Bogdan consulente finanziario:</p> <p>“Ci sentiamo incoraggiati, ma vorremo fatti e non solo parole. Ma non credo che l’Unione possa intervenire direttamente in Romania, i politici rumeni ci dicono che non gradiscono al momento un intervento diretto e la loro retorica si basa sul nazionalismo e vogliono l’allontanamento dall’Unione. Noi siamo contrari”.</p> <blockquote class="twitter-tweet" data-lang="en"><p lang="en" dir="ltr">We won't give up! Stop corruption!<a href="https://twitter.com/hashtag/Romania?src=hash">#Romania</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/protest?src=hash">#protest</a> <a href="https://t.co/tw0CYf4U6n">pic.twitter.com/tw0CYf4U6n</a></p>— Elena Filip (@ETheStoryteller) <a href="https://twitter.com/ETheStoryteller/status/827698126060412928">February 4, 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>Le manifestazioni di Bucarest sono chiaramente un sos lanciato all’Unione.</p> <p>Alexandro lavora in una compagnia telefonica:</p> <p>“Vogliamo che l’Unione ci aiuti, non ci sentiamo più rappresentati dal governo e dal parlamento. Anche se l’Unione vuole aiutarci, lo fa stando ai margini, lasciandoci da soli a affrontare questo problema. Non possiamo più farlo da soli. In tutti i Paesi europei dove sono stato, ho visto paesi sviluppati , infrastrutture, ospedali, cose che voglio anche per il mio Paeseoggi non nei prossimi dieci anni”.</p> <blockquote class="twitter-tweet" data-lang="en"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Romania?src=hash">#Romania</a><br /> Two weeks of peaceful protest against corruption.<br /> People matter <a href="https://t.co/JaIEZy2a2D">pic.twitter.com/JaIEZy2a2D</a></p>— Valerio De Cesaris (@ValerioDeC) <a href="https://twitter.com/ValerioDeC/status/831078616251375616">February 13, 2017</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>Nel 2013, la protesta cittadina aveva bloccato un progetto di miniere a cielo aperto in un’area protetta della Transylvania.<br /> Sempre una protesta aveva portato alle dimissioni del governo nel 2015 per la morte di 64 persone in seguito all’incedio in una discoteca.</p>