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Internet e dati: Europa a rischio di Grande Fratello


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Internet e dati: Europa a rischio di Grande Fratello

Come molti europei, anche voi probabilmente trascorrete diverse ore al giorno navigando sul web, interagendo sui social media o controllando le votre email. Naturalmente se avete meno di ventiquattro anni, passate ancora più tempo online.

Vi preoccupate della privacy online, della conservazione dei dati, di essere spiati o crackati, anche dal vostro governo? Dovreste? Forse sì.

Naturalmente esiste un quadro giuridico sulla protezione della privacy online in Europa, e nuove norme saranno applicate dal maggio 2018 per garantire che le informazioni personali degli individui siano protette ovunque siano inviate, elaborate o conservate… anche al di fuori dell’Unione europea. Un altro progresso importante sarà il diritto all’oblio. In altri termini, avrete il diritto di chiedere alle compagnie su internet di cancellare contenuti inesatti o obsoleti su di voi. Un diritto che dobbiamo in particolare a un cittadino spagnolo che si è battuto senza tregua contro il colosso americano Google per eliminare informazioni personali dannose che continuavano ad apparire sul motore di ricerca. Il nostro inviato Hans Von der Brelie ha incontrato il coraggioso spagnolo.

Ma non è tutto rose e fiori nell’ambito della privacy online in Europa. Sempre più colpiti o minacciati dal terrorismo, i governi europei hanno inasprito le leggi sulla sorveglianza. Quattordici Stati, fra cui Francia, Regno Unito, Germania e Polonia sono stati bacchettati da Amnesty international per aver autorizzato intercettazioni di massa e l’accesso ai dati di milioni di persone. La nostra inviata Valérie Gauriat è stata nel Regno Unito dove una legge con ampi poteri di sorveglianza è entrata in vigore alla fine dello scorso anno provocando una forte reazione da parte della Corte europea di giustizia.

Per approfondire la questione della protezione dei dati, sentiamo l’eurodeputato Jan Philipp Albrecht, relatore sul regolamento dell’Unione europea sulla protezione dei dati.

"I cittadini europei devono preoccuparsi che i loro governi li spiino"

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