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Muro al confine con il Messico: Trump firma il decreto esecutivo


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Muro al confine con il Messico: Trump firma il decreto esecutivo

Donald Trump ha firmato il decreto esecutivo per dare il via alla costruzione del muro al confine con il Messico. “Un paese senza frontiere non è un paese – ha detto -. I giorni in cui criminali e spacciatori di droga entravano liberamente negli Stati Uniti sono finiti. Casa Bianca e Dipartimento per la sicurezza interna cominceranno subito la costruzione del muro”.

Qui il testo integrale (in inglese) dell’ordine esecutivo firmato da Trump

Nel corso dello stesso intervento Trump ha motivato l’iniziativa, dicendo che gli Stati Uniti sono nel pieno di una “crisi migratoria” al loro confine meridionale e che il muro permetterà di “salvare migliaia di vite, creare milioni di posti di lavoro” e portare “miliardi di dollari”. Benefici che a suo avviso si avvertiranno anche sull’altro versante del muro. “Al Messico permetterà di contenere l’immigrazione illegale dall’America Centrale – ha aggiunto -. Discuteremo insieme i termini di una stretta collaborazione e sono certo che il rapporto fra i nostri due paesi migliorerà sensibilmente”.


Il Tweet con cui Abc rilancia la sua intervista con Donald Trump. La costruzione inizierà “nell’arco di mesi”. Il Messico rimborserà “assolutamente” gli Stati Uniti

In giornata, il neo-presidente degli Stati Uniti aveva detto al network americano Abc che la costruzione del muro sarebbe cominciata “nell’arco di mesi”, che si sarebbe lavorato fin da subito alla sua progettazione e che il Messico rimborserà agli Stati Uniti il 100% delle spese. Costi, esatta natura ed estensione del muro non sono tuttavia ancora stati specificati. Lo scorso anno, lo stesso Trump aveva stimato una spesa “probabilmente” pari all’equivalente di 7,5 miliardi di euro e detto che si sarebbe sviluppato su un tratto di circa 1600 chilometri.

Stretta contro l’immigrazione clandestina: tagli a stati e città che non collaborano

Nel corso della stessa cerimonia al Dipartimento per la sicurezza interna, Trump ha firmato un secondo ordine esecutivo, sempre volto a ridurre l’immigrazione clandestina. Fra i dispositivi previsti da quest’ultimo anche la riduzione di fondi federali a stati e città, spesso sotto guida democratica, accusati di non essere collaborativi nella repressione. Confemando quanto anticipato in giornata dal portavoce della Casa Bianca Sean Spicer, Trump ha spiegato che questo secondo ordine esecutivo mira anche a porre fine alla cosiddetta pratica del catch and release: il fermo cioè di immigrati illegali, che vengono poi rilasciati.

Meno Usa alle Nazioni Unite? Le indiscrezioni del New York Times

Secondo indiscrezioni del New York Times, l’amministrazione Trump starebbe già preparando nuovi ordini esecutivi volti a ridimensionare il ruolo degli Stati Uniti all’ONU e in altre organizzazioni internazionali e ad abrogare alcuni trattati internazionali.

Qui l’articolo (in inglese) del New York Times

Secondo il quotidiano statunitense, uno degli ordini esecutivi in questione sarebbe intitolato “Auditing and Reducing U.S. Funding of International Organizations” e prevedrebbe la sospensione dei fondi a qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite che risponda a criteri come l’apertura all’Autorità Nazionale Palestinese e all’OLP o il sostegno a programmi in favore dell’aborto. I fondi verrebbero tagliati anche alle organizzazioni internazionali che sostengono iniziative che aggirino le sanzioni a Iran e Corea del Nord o che siano “controllate o influenzate in maniera sostanziale da stati che appoggiano il terrorismo”.

L’agenzia Reuters: “Un ordine esecutivo anche sulla Siria

L’agenzia di stampa Reuters sostiene poi dal canto suo di aver preso visione di un ulteriore ordine esecutivo, che affiderebbe a Pentagono e Dipartimento di Stato americano il compito di elaborare un piano per la creazione di una “safe zone” per la popolazione civile in Siria.