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Norvegia: Breivik si oppone a restrizioni visite, la sentenza attesa a febbraio


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Norvegia: Breivik si oppone a restrizioni visite, la sentenza attesa a febbraio

Anders Behring Breivik mantiene contatti quotidiani con altre persone e una volta a settimana si confessa con un prete.

Questa la dichiarazione di chiusura dello Stato norvegese nel processo d’appello sulle accuse di violazione dei diritti umani da parte dell’estremista di destra norvegese che nel 2011 massacrò 77 persone. La sentenza è attesa a febbraio.

Nell’aprile scorso, un tribunale di Oslo ha stabilito che il suo isolamento violava la Convenzione europea dei diritti umani. Il ricorso in appello è stato presentato dagli stessi legali del terrorista contro le restrizioni ai contatti con altri estremisti di destra.

Nel luglio 2011 Breivik, dopo aver ucciso otto persone in un attentato all’esterno della sede del governo a Oslo, inseguì e uccise a colpi di arma da fuoco 69 persone in un ritiro dei giovani del Partito Laburista sull’isola di Utoya.

L’uomo ha spiegato di aver ucciso tutte queste persone perché apprezzavano il multiculturalismo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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