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Francia: l'auto-denuncia anagrafica delle signore a quattro ruote


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Francia: l'auto-denuncia anagrafica delle signore a quattro ruote

Gli automobilisti parigini, e tutti quelli che intendono guidare a Parigi, hanno da qualche ora una complicazione in più: un’altra etichetta da ordinare via internet e incollare sul parabrezza, ed è il colore a indicare la vetustà del veicolo e quindi il grado presunto di inquinamento, cioè di potenziale inquinante, ché poi dipende anche da quanto e come e dove si guida…

“Ancora non ce l’ho, ma l’ho richiesta oggi”, confessa un automobilista leggermente ritardatario, mentre la signora è un’habitué e tutto sa: “Ce l’ho – conferma – Giro a Parigi ogni giorno per lavoro, e quindi si, lo sapevo”.

Lo sapevano anche loro, gli automobilisti stufi delle complicazioni soprattutto quando ricadono sugli anziani, siano essi umani o quattroruote.

“E chi siamo per impedire a qualcuno di circolare – argomenta un manifestante -? Non abbiamo comperato eroina o cocaina, ma solo un’automobile. Un’auto che ha il diritto di circolare. Ci abbiamo speso dei soldi. Perché, con il pretesto che quest’auto inquina un po’ di più, si vieterebbe di circolare a quelli che non si possono permettere di cambiare automobile?”

Con il divieto sono scattati anche i controlli: che prevedono ramanzine per due mesi, dopodiché saranno ammende da 68 euro per chi sarà ancora privo di vignetta.
La stessa norma è già in vigore da qualche settimana a Lione e Grenoble.

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