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Etica e robotica: Bruxelles cerca di darsi una legislazione


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Etica e robotica: Bruxelles cerca di darsi una legislazione

L’intelligenza artificiale deve avere un’etica? Domande del genere sono legate alla possibile futura creazione di macchine con capacità intellettuali che sorpassino quelle degli esseri umani. Sono però diverse dai problemi etici legati agli attuali sistemi di automazione e di informazione. Quando arriveremo ad averle, perché si tratta solo di una questione di tempo, queste superintelligenze non saranno solo un altro sviluppo tecnologico. Saranno probabilmente in grado di condurre ricerche scientifiche con efficienza sovrumana. L’etica è invece un esercizio cognitivo. Una superintelligenza potrebbe superare gli esseri umani anche in termini di qualità del suo pensiero morale. Nel bene e nel male. Tuttavia, spetterebbe al progettista della superintelligenza specificarne le motivazioni originali. Da quel momento la superintelligenza potrebbe diventare una forza inarrestabile a causa della sua superiorità intellettuale e delle tecnologie che potrebbe sviluppare. È quindi fondamentale che sia dotata di motivazioni benevole verso gli esseri umani.

Per ora si tratta di guidare auto, nutrire e mungere le mucche o eseguire interventi chirurgici, I robot stanno però entrando in vari ambiti lavorativi. Il loro numero è salito a oltre 1,7 milioni in tutto il mondo. Per ora il limite che ci siamo dati è quello di dirci che un robot non è un essere umano e non lo sarà mai. Un robot può mostrare empatia, ma non la proverà mai. Si può dipendere da un robot dal punto di vista fisico, per qualche attività, ma non bisogna mai pensare che un robot sia un essere umano e possa affezionarsi a noi. Questo però è l’attuale stato delle cose. Che potrebbe cambiare.

La letteratura di fantascienza, con lo scrittore Isaac Asimov, aveva cercato di dare una risposta

I robot, anche adesso non sono immuni alle leggi. Se un robot causa dei danni, questi devono essere ripagati: dal suo proprietario e dai suoi progettisti, produttori e utilizzatori. Al centro del dibattito ci sono i robot ad autoapprendimento progettati per prendere decisioni autonomamente.

Le autorità europee debbono dunque fornirsi di mezzi giuridici adatti a una società che cambia.

Una commissione ad hoc a Bruxelles ha presentato al Parlamento europeo un documento che ventila ad esempio l’ipotesi di un’assicurazione obbligatoria per questi robot che sono meno prevedibili delle generazioni precedenti. Per adesso esiste una sorta di vulnus, o vuoto legislativo a riguardo in molti Paesi europei ed è per questo che Bruxelles cerca di fornirsi degli strumenti adatti.

Il rapporto è stato votato 17 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti. Adesso la palla passa nel campo dei legislatori dell’Unione Europea che dovranno decidere cosa fare.