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"Obama: sarà la storia a giudicarlo"


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"Obama: sarà la storia a giudicarlo"

I risultati ottenuti negli otto anni di presidenza hanno dominato gran parte del discorso di arrivederci di Barack Obama, ma l’inquilino uscente della Casa Bianca ha dedicato ampio spazio anche allo stato della democrazia americana che deve essere tutelata.

“La democrazia può indebolirsi quando cediamo alla paura. Ecco perché, negli ultimi otto anni, ho lavorato per costruire una base giuridica più solida per la lotta contro il terrorismo. Ecco perché l’abbiamo finita con la tortura: abbiamo lavorato per chiudere Gitmo e abbiamo riformato le nostre leggi in materia di sorveglianza per proteggere privacy e le libertà civili.

“Il tasso di disoccupazione è vicino a quello di dieci anni fa, la percentuale dei non assicurati non è mai stata più bassa, i costi dell’assistenza sanitaria sono al minimo degli ultimi 50 anni.
Se qualcuno può mostrare un piano migliore alla riforma sanitaria che abbiamo portato a termine e che consente la copertura di così tante persone, lo sosterrò pubblicamente”.

“A Joe Biden, è stato la prima persona che ho nominato, la mia miglior scelta”.

“Michelle, hai ricoperto un ruolo che non avevi chiesto e l’hai ricoperto a modo tuo con grazie, stile, umore. Mi ha reso fiero e hai reso orgoglioso il Paese”.

“È stato un onore essere al vostro servizio; e continuerò a essere al vostro fianco, come cittadino, per i giorni che vivrò: vi chiedo però di credere non nella mia capacità di portare il cambiamento, ma nella vostra… Yes We Can. Yes We Did. Yes We Can. Thank you. God bless you.”

Nial O’reil, euronews:

-Un arrivederci struggente, con noi per un’analisi sull’ultimo discorso del presidente Obama, il nostro corrispondete da Washington, Stefan Grobe.
Stefan, doveva essere un discorso storico nella città dove tutto è iniziato per Obama. Che ha trasformato il suo ‘yes we can’ in ‘yes we did’, ce l’abbiamo fatta. È veramente così, ha mantenuto le sue promesse, come lo giudicherà l’America?

Stefan Grobe, euronews :

“È difficile da dirsi al momento. I presidenti uscenti hanno solitamente un indice di gradimento migliore a qualche anno di distanza dalla loro esperienza alla Casa Bianca. Barak Obama ha tenuto un discorso carico di emozione; possiamo parlare di una class act, se vuoi; nessun presidente l’aveva fatto prima.
Gli ultimi presidenti hanno fatto il discorso di addio dalla Casa Bianca, senza un pubblico, anche se trasmessi in diretta radiotelevisiva.
Barack Obama aveva di fronte a sè 20 mila entusiasti sostenitori, voleva preservare lo spirito del “yes we can” chiedendo loro di impegnarsi, di restare attivi nella vita civile e politica. Sono state parole di incoraggiamento nei confronti dell’elettorato democratico, ancora sotto shock dopo l’esito elettorale di novembre”.

-Parlando della sua politica estera, Obama ha incassato l’accordo sul nucleare con l’Iran e il ripristino delle relazioni con Cuba, i critici dicono che ha però fallito in Siria.

“Obama crede di aver agito per il meglio. Un mese fa in un’intervista disse che la scelta di cui va più fiero è quella fatta per la Siria, dove non ha mandato soldati americani.
Guardando al suo operato in Medio Oriente, ha ritirato i militari americani dall’Afghanistan e dall’Iraq, conflitti che ha ereditato e che sono costati agli Stati Uniti miliardi di dollari senza comportare un evidente successo. Obama è sicuro di aver fatto la cosa giusta. Sarà la storia a giudicarlo, come? Vedremo. E avrà molto a che fare con le politiche americane che seguiranno”.

-Le accuse sull’interferenze del Cremlino nella politica americana, specialmente in merito a Trump, hanno messo la democrazia americana sotto i riflettori come mai prima. Quanto male fanno all’immagine Usa nel mondo e quanto contribuiscono a minare la fede degli americani nella loro democrazia?

“Penso sia ancora presto per rispondere, il problema con le indiscrezioni che sono trapelate, è che non sono verificabili. E molti non si stupirebbero se fossero vere, perché Trump è imprevedibile, con tutto quello che fa.
Ma il team di Trump finora ha respinto queste accuse. Una cosa è certa. il problema con la Russia che ha Trump non verrà cancellato dal giuramento come presidente. Diventerà solo più grande”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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