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Smirne: almeno 18 i fermati. Dietro l'attacco i curdi del PKK


Turchia

Smirne: almeno 18 i fermati. Dietro l'attacco i curdi del PKK

Ancora sotto choc, la Turchia piange e rende l’ultimo saluto alle due vittime dell’attacco terroristico al tribunale di Smirne. L’autobomba e la sparatoria hanno provocato anche l’uccisione di 2 assalitori. Un terzo terrorista è riuscito a fuggire, dando il via a un’altra caccia all’uomo. Esattamente come per quello della strage di Capodanno. Un primo identikit, fornito a caldo, lo descritto con un’altezza tra 1,65 e 1,70, cappotto scuro e berretto chiaro.

“A giudicare dalle armi che avevano, sembra che volessero fare un massacro», ha detto il vicepremier Veysi Kaynak. A evitarlo sarebbero stati proprio i poliziotti di guardia, che hanno fermato gli assalitori con la loro auto per un controllo nel perimetro esterno, mentre questi cercavano di entrare nel Palazzo di Giustizia. I terroristi a quel punto hanno aperto il fuoco.

Prima di far visita ai feriti ricoverati in ospedale, una decina, il Primo ministro turco “Binali Yıldırım:https://it.wikipedia.org/wiki/Binali_Y%C4%B1ld%C4%B1r%C4%B1mha fatto sapere che in base agli elementi raccolti finora dietro all’attentato ci sarebbe il Pkk curdo. Notizia confermata anche dal governatore della città colpita.

E mentre nell’aria si respira paura, tensione e sconforto, sono almeno 18 i sospetti fermati finora. Non è chiaro se tra questi ci sia anche il terzo assalitore. Intanto il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che la Turchia è sotto attacco contemporaneo di diversi gruppi terroristici che vogliono metterla in ginocchio. Ma ha ricordato che nessuno riuscirà a distruggere l’unità del Paese.

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