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Charlie Hebdo: a due anni dalla strage la Francia commemora le vittime


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Charlie Hebdo: a due anni dalla strage la Francia commemora le vittime

È stata una cerimonia breve e sobria, quella di stamani a Parigi in omaggio alle vittime degli attacchi contro Charlie Hebdo e il supermercato Hyper Cacher.

Il sindaco, Anne Hidalgo, alla presenza del ministro dell’Interno Bruno le Roux e tre membri della redazione di Charlie Hebdo
hanno preso parte alle cerimonie che si sono tenute nei luoghi degli attacchi.

Il 7 gennaio del 2015, l’orrore entra nelle case europee.

I fratelli Kouachi irrompono nella redazione del giornale satirico e uccidono 12 persone tra cui firme storiche del settimanale, come Cabu e Bernard Maris.


La Francia non fa in tempo a capire cosa sta accadendo che il giorno successivo una poliziotta è freddata a Montrouge da Amedy Coulibaly, l’uomo che il 9 gennaio si barrica nel supermercato ebraico della Porte de Vincennes facendo 4 morti prima di venir ucciso.

Per i francesi è toccato il cuore della libertà, la libertà d’espressione che anche con Charlie Hebdo, in Francia si pone solo i limiti del buon senso. Anche se non tutti apprezzano.

E comunque, alla manifestazione dell’11 gennaio di Parigi partecipano 47 capi di Stato e di governo.

Si parla del primo atto di guerra dell’Isis in Europa, in realtà il primissimo attentato rivendicato dai fondamentalisti dello Stato islamico risale al maggio del 2014 al museo ebraico di Bruxelles. Ci saranno 4 morti.

Il 2015 si chiude per la Francia con un nuovo bagno di sangue, gli attacchi del 13 novembre al teatro Bataclan e a bar e ristoranti nell’11 arrondissement fanno 137 morti.

Una vera e propria guerra è in atto contro l’Europa: a marzo dell’anno scorso è colpito il cuore del vecchio continente con gli attacchi all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, oltre 30 i morti; il 14 luglio l’orrore torna in Francia, con il massacro di Nizza, un tir viene lanciato contro la folla facendo 86 vittime. Stesso modus operandi, a Berlino, a qualche giorno da Natale. Dodici le vittime.

Malgrado tutto l’Europa non si piega, così come la satira, a volte discutibile oltre che irriverente.
Charlie Hedbo ha traslocato, la sede non è conosciuta e le misure di sicurezza sono elevatissime.

Dall’attentato dei Kouachi diverse firme hanno lasciato il
giornale, alcuni in aperto disaccordo con la linea editoriale,
altri per motivi personali. Tra cui Luz:

“Eppoi ho scritto tutto è perdonato ed è arrivata la prima pagina ….”

Per ricordare i due anni della strage un numero speciale, in edicola in questi giorni, titola “2017, finalmente la fine del tunnel” ; ma nell’amara vignetta il tunnel è il
kalashnikov imbracciato da un jihadista.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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