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Martin Schulz dice addio a Bruxelles: quale Parlamento europeo dopo di lui?


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Martin Schulz dice addio a Bruxelles: quale Parlamento europeo dopo di lui?

Alla fine ha scelto di rientrare in patria: dopo due mandati a capo del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz lascia Bruxelles.

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È lui il personaggio in salita della settimana. Martin Schulz, peso massimo della la politica europea, la cui carriera si è svolta tra Bruxelles e Strasburgo, sarà il candidato socialdemocratico nel Nord Reno-Westfalia nelle elezioni legislative del prossimo anno: potrebbe ferfino sfidare Angela Merkel, candidata ad un quarto mandato.
“Non è stata una decisione facile”, ha dichiarato. Secondo le nostre informazioni, avrebbe esitato fino all’ultimo minuto. Ma mentre una grande coalizione di sinistra-destra domina il Parlamento europeo, il social -democratico aveva perso il sostegno della destra europea per un nuovo mandato.
Quali saranno le conseguenze per il funzionamento dell’istituzione a Bruxelles? Guardate qui

Strasburgo ha sfidato Ankara: un’ampia maggioranza di eurodeputati vuole congelare temporaneamente i negoziati di adesione della Turchia all’Unione europea. Le autorità turche hanno definito questa decisione come insignificante e nulla.

Il giorno successivo al voto, il presidente Erdogan ha minacciato di aprire le frontiere per lasciar passare i migranti diretti in Europa. Sandor Zsiros ha intervistato Kati Piri, l’eurodeputata olandese relatrice del Parlamento europeo alla Turchia.
A metà novembre, Ankara l’aveva dichiarata persona non gradita.

Come ogni autunno, il governo britannico ha presentato il bilancio e quest’anno la doccia è fredda: la Brexit rallenterà la crescita del Regno Unito e lo obbligherà a chiedere in prestito più di 140 miliardi di euro in più rispetto alle previsioni fatte prima del referendum.
E a Londra continuano le consultazioni per preparare l’uscita dall’Unione europea. Il ministro britannico incaricato della Brexit era a Strasburgo per fare il punto con gli eurodeputati. Ha ricevuto un’accoglienza gelida.

Due piccioni con una fava: il negoziatore del Parlamento europeo per la Brexit, Guy Verhofstadt, si è preso gioco sia del britannico euroscettico Nigel Farage, che del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump. Quest’ultimo ha suggerito in twitt al governo britannico di scegliere Nigel Farage come ambasciatore negli Stati Uniti. Londra ha risposto che quel posto non era vacante. Verhofstadt, ha twittato dicendo che un clown a Washington, è più che sufficiente.

Viviamo più a lungo, ma non necessariamente in buona salute: è questa la conclusione di un rapporto pubblicato congiuntamente dalla Commissione Europea e l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
In Europa, tra il 1990 ed il 2014 l’aspettativa di vita è aumentata, passando da 74,1 anni a poco più di 80. In media le donne vivono piu di 83 anni, mentre gli uomini raggiungono in media 78 anni.

La prossima settimana la Commissione europea presentaerà la tanto attesa strategia in materia energetica.
I Verdi europei terrano un congresso a Glasgow, e domenica prossima si ricomincia in Austria: il candidato indipendente tenterà di vincere le elezioni presidenziali contro il candidato di estrema destra. Il risultato delle elezioni era stato annullato al luglio scorso a causa di irregolarità.
E lo stesso giorno il Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi rischia tutto con il referendum costituzionale.

Grazie per averci seguito, buona settimana

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